«Così si riscopre la città dimenticata»
Roberto Meglioli entusiasta del servizio: «Una gran bella idea e l’abbonamento vale anche a Milano»
REGGIO EMILIA. «L’ho goduta a nastro». Roberto Meglioli, il manager dello spettacolo e ideatore di Medials Live, definisce così, con il suo linguaggio colorito, il bike sharing MoBike. Dopo un suo commento entusiastico su Facebook («Sono tra coloro che usano con piacere i mezzi pubblici. Treno, bus, taxi, bici. Tutto. Un supervoto a MoBike. Geniale»), gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza di utilizzatore della prima ora: «Mi sono informato e iscritto il primo giorno del servizio. Ho fatto l’abbonamento trimestrale, fino ad agosto sono a posto. Da notare che non sono un appassionato delle due ruote: dopo che la mia bici si è rotta, per un certo periodo ho usato quella elettrica a pedalata assistita. Ma preferisco queste in sharing. Il grande vantaggio di MoBike è anche questo: non hai timore che te la possano rubare o di forare (tanto c’è l’assistenza e la lasci), non hai nessuna di quelle preoccupazioni che comporta la bici di proprietà».
Meglioli ammette di aver avuto qualche difficoltà al momento di avviare la App: «Sono un sessantenne, non ci sono riuscito la prima volta. E inizialmente il sistema faticava a riconoscere la seconda corsa: quando la mettevo giù con l’abbonamento bisognava attendere qualche minuto; ma ora non più, problema risolto». Una volta partito e inforcato il sellino, non ha mai smesso: tant’è che ci risponde mentre pedala, con il fiatone. «Adesso sto andando in centro per commissioni dal liceo Moro – spiega –. Di solito il mio percorso è dall’ufficio al Conad Le Querce, alle Poste in via Piccard. Una zona non molto frequentata: però di bici ce ne sono sempre due o tre, spesso ritrovo la mia anche il giorno dopo. L’altro giorno invece sono andato all’Esselunga e all’uscita non c’era più: è un bene, più le MoBike sono in giro, circolano e c’è ricambio, e meglio è». Un altro aspetto positivo, oltre al fatto di poter lasciare in garage la macchina, prosegue Meglioli, è la riscoperta della città: «Ora faccio dei tragitti in mezzo ai vicoletti o delle stradine secondarie che non percorrevo da anni. Adesso che è primavera senti gli odori, riscopri certi luoghi e certi profumi che avevi dimenticato». L’esperienza migliore però è stata a Milano, perché l’abbonamento eseguito a Reggio vale anche nella capitale lombarda e a Firenze, dove MoBike è gestito dalla stessa società. «Giorni fa sono dovuto andare a Milano. Mi sono recato in Mediopadana in taxi e all’arrivo in stazione centrale ho preso una MoBike. Tra l’altro a Milano hanno un modello più recente ed efficiente, con ruote sempre piene ma più grandi, il sellino è più alto e quindi la pedalata più agevole. Ebbene sono andato dal Castello Sforzesco fino a Rogoredo, a tappe beninteso: 24 chilometri, che per me sono un record. Uno spettacolo: più veloce del taxi. Una gran bella invenzione». (am.p.)
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