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In bici senza mani al Giro d’Italia

In bici senza mani al Giro d’Italia

Due artisti reggiani protagonisti dei finali di tappa con il loro show

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REGGIO EMILIA. Andrea Brunetto va in bici ma senza mani, seduto sul manubrio mentre pedala al contrario mangiando per di più un panino come se nulla fosse. E di chilometri con quella bici da strapazzo, ne ha già compiuti centinaia, in giro per le piazze del paese al seguito del Giro d’Italia. L’originale ciclista non è però uno dei corridori iscritti alla gara in cerca della maglia rosa, bensì un circense nato 30 anni fa e cresciuto a Reggio Emilia, dove ha conosciuto Massimo Pederzoli, altro nostro concittadino appassionato di arte circense.

I due, negli anni, hanno messo su una compagnia che nei mesi scorsi è stata ingaggiata per intrattenere le migliaia di appassionati all’arrivo di ciascuna tappa del Giro. Andrea insieme all’amico e socio in acrobazie Massimo, si è quindi ritagliato un palco nel vorticoso circo ciclistico. La loro compagnia, chiamata Madame Rebiné, conta altri due componenti, Alessio Pollutri (molisano ma emiliano di adozione) e Laura Colonna, con i quali danno vita a performance di circo contemporaneo, quel circo che ha incontrato la danza e il teatro, con spettacoli a tema: «Non solo stupire ma far riflettere», ci spiega Brunetto.

«Avevamo fatto un lavoro sulle biciclette da corsa con delle acrobazie – dice il circense – Un progetto che ci ha messo in risalto e un’agenzia di Milano ci ha proposto al Giro d'Italia, dove facciamo uno spettacolo per Rovagnati. Facciamo tutte le tappe, siamo divisi in due squadre, una al villaggio di partenza e una a quello di arrivo».

La passione per il circo dei due reggiani parte dalla passione per la giocoleria.

«Abbiamo studiato alla rinomata scuola di circo di Torino, poi all’estero a quella di Tolosa. Io e Max siamo di Pieve e abbiamo iniziato a fare degli esperimenti insieme nel tempo. Da lì è nata la compagnia. A settembre saremo al Dinamico Festival: siamo fierissimi che sia di Reggio Emilia». (e.l.t.)

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