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Investì tre reggiani, pena di un anno

di Carlo Gregori
Investì tre reggiani, pena di un anno

Incidente e fuga: sospesa la patente al campione Ngapeth, che risarcirà le vittime

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MODENA. Un anno di pena con la condizionale e un anno di sospensione della patente. Resta il risarcimento in sede civile per i tre feriti, dal momento che non si è raggiunto un accordo soddisfacente nelle trattative tra le parti. Questi i termini del patteggiamento accolto ieri dal giudice monocratico Siena al termine del processo che vedeva imputato l’asso del volley, Earvin Ngapeth, per la drammatica notte del novembre 2015 davanti al locale Frozen, a Modena: l’investimento di tre reggiani – fra i quali il volto tv, Enrico Lusetti – e poi la fuga. Il campione, che da poco ha lasciato il Modena Volley per una nuova avventura sportiva in Russia, non era in aula.

C’era invece il suo avvocato, Andrea Mattioli, che ha chiuso il versante penale di questa vicenda, ma non quello civilistico. In questi mesi le parti in causa hanno provato a raggiungere un accordo: Enrico Lusetti, Riccardo Ferrarini e Davide Maccagnani, tutti parte civile al processo, assistiti dall’avvocato civilista Stefano Marchesini, pur avendo inizialmente accettato la proposta di risarcimento di Ngapeth per le lesioni colpose gravi, non hanno chiuso la transazione. Per questo il risarcimento è ancora tutto da quantificare. E la patente? La sospensione annunciata nella sentenza di ieri diventerà operativa dal momento in cui la pena sarà esecutiva. I tempi sono brevi. Il provvedimento si accavalla però con la sospensione della patente decisa dopo il nuovo provvedimento, identico, preso in dicembre. Sempre al Frozen, dopo una serata con colleghi e amici, Ngaperth si è messo al volante ma la Stradale lo ha fermato subito e all’alcoltest è risultato positivo: tre volte al limite di legge.

Il provvedimento deciso ieri, però, rientrerà giocoforza nel periodo in cui Ngapeth non sarà più in Italia. Il campione, non più nel Modena Volley, militerà infatti per due anni nello Zenit Kazan, squadra russa campione europea per quattro anni consecutivi. Le occasioni per tornare in Italia non gli mancheranno ma troverà modo di non guidare. Per Ngapeth le accuse al processo erano due: non solo le lesioni colpose da investimento ma anche l’omissione di soccorso. La sera del novembre 2015 in cui avvenne il dramma stradale, l’atleta era alla guida di una Wolkswagen scura. Travolse i tre pedoni che stavano parlando e poi si allontanò senza fermarsi. Pochi giorni dopo, assistito dall’avvocato Mattioli, si è spontaneamente presentato davanti al pm ammettendo le sue responsabilità.

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