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ANZIANA MORTA AI “GIRASOLI” 

«Nessun responsabile per l’atroce decesso della nostra mamma»

Sono trascorsi tre anni e sei mesi da quell’infausto giorno in cui nostra madre, Amelia Bonacini, anziana malata di Alzheimer e incapace di muoversi ed esprimersi, fu sottoposta, all’interno della...

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Sono trascorsi tre anni e sei mesi da quell’infausto giorno in cui nostra madre, Amelia Bonacini, anziana malata di Alzheimer e incapace di muoversi ed esprimersi, fu sottoposta, all’interno della casa protetta “I Girasoli” di Reggio Emilia, a una doccia di acqua talmente bollente che la condusse, in pochi giorni, alla morte. Questo mentre, al piano terra della struttura, si svolgeva una festa per San Martino.

Avevamo affidato nostra madre alle cure di un’azienda pubblica, oggi Asp Reggio Emilia – Città delle persone (già Rete-Reggio Emilia Terza Età), che fa e faceva dei propri valori assistenziali il proprio vanto, riponendo in essa la massima fiducia.

Siamo state smentite dai fatti. Abbiamo subito la tragica perdita della nostra mamma, affrontando i giorni precedenti la sua morte con enorme difficoltà e senso di smarrimento, mentre i medici dell’ospedale di Parma cercavano, inutilmente, di alleviare le sue sofferenze e di salvarle la vita. Noi assistevamo, impotenti, alla sua agonia.

Abbiamo atteso pazientemente più di un anno affinché venisse depositata la perizia autoptica da parte del consulente della procura.

Abbiamo evitato, per quanto ci è stato possibile, l’onda mediatica, consapevoli che la sovraesposizione sugli organi di stampa non avrebbe riportato in vita nostra madre, ma soprattutto rispettose del ruolo delle autorità preposte a identificare e perseguire i responsabili di tale omicidio.

Abbiamo evitato, insomma, di puntare pubblicamente il dito, vivendo intimamente il nostro dolore e l’esigenza di Giustizia.

Lo scorso 17 maggio il tribunale di Reggio Emilia ha assolto l’unica persona imputata dell’omicidio colposo di nostra madre, l’operatrice socio-sanitaria che le fece il bagno-doccia, al termine di un’udienza che – ci sia permesso di esprimere il nostro rammarico – non ha visto il pubblico ministero replicare, dopo la propria arringa, alle ipotesi della difesa. Di fatto e allo stato, non esiste ancora un responsabile. Nostra madre non è stata uccisa da nessuno.

La morte di un’anziana incapace di muovere gli arti e di parlare provocata – come hanno confermato le perizie – da gravi ustioni derivanti da getti d’acqua bollente, avvenuta proprio nella struttura socio-assistenziale pubblica che avrebbe dovuto proteggerla, non ha responsabili. O, quanto meno, trascorsi tre anni e sei mesi, non sono ancora emersi.

Il nostro è un grido di dolore, di ammonimento e, al tempo stesso, di incredulità. Ci chiediamo, sbigottite, se sia penalmente irrilevante perire nella maniera della nostra anziana madre, che ha subito ustioni di 2° grado su larga parte del corpo. Sarebbe stato sufficiente un brevissimo periodo di esposizione all’acqua? Sarebbe stata una fatalità?

Può ritenersi un caso fortuito la rottura dell’impianto principale di teleriscaldamento in una casa di cura che dovrebbe garantire la sicurezza dei degenti, prevenendo ogni prevedibile guasto ed evento dannoso?

Specie considerando che all’interno della struttura fosse presente, anche se inspiegabilmente inattivo, un miscelatore termostatico della temperatura dell'acqua, il cui corretto funzionamento avrebbe garantito, in ogni caso, i gradi impostati indipendentemente dalla rottura dell’impianto principale di lren, e avrebbe dunque impedito la morte di nostra madre.

A quanto pare, però, all’interno della catena di cura e assistenza di nostra madre, offerta dalla casa protetta “I Girasoli”, non vi sarebbe stato alcuno che avesse la responsabilità di evitarle quell’atroce morte.

Danila e Ilia Montermini

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