Pamm, spuntano i vigilantes in azienda
Castellarano, il sindacalista Si Cobas: «Un’altra provocazione». Tentativo di mediazione in extremis
CASTELLARANO. Tentativo di mediazione in extremis per gli undici lavoratori della ditta di imballaggi per aziende Pamm, avvenuto via telefono. Il coordinatore regionale Si Cobas ha contattato il consulente aziendale a Sassuolo che ha assunto il ruolo di mediatore tra i lavoratori e l’azienda. Due le proposte per stemperare una situazione di tensione che va avanti da oltre due anni e che ha avuto una accelerazione negli ultimi tempi: la manciata di dipendenti diretti dell’azienda rischia di essere trasferita in un capannone attiguo a quello della produzione nel quale però non ci sono ancora i macchinari: «Una manovra – afferma il sindacalista Fulvio Di Giorgio – che può essere l’anticamera del licenziamento».
Ed è stato Di Giorgio a buttare sul tavolo una soluzione tutta però da negoziare: esodo con incentivo per quattro lavoratori disponibili a cessare il lavoro, riassorbimento in una delle società del gruppo – «mantenendo i livelli salariali», precisa Di Giorgio – per gli altri sette che invece vogliono mantenere il posto di lavoro.
«Vediamo ora – commenta il sindacalista – cosa risponderà la proprietà».
Ieri intanto davanti all’azienda sono comparsi – secondo i lavoratori che hanno scattato anche alcune foto – due vigilantes. «Hanno controllato gli operai all’ingresso – afferma Di Giorgio – e anche i documenti di identità. Si tratta evidentemente di una provocazione dell’azienda. Ma una cosa del genere – conclude – potrebbe anche avere essere un deterrente alle prossime iniziative sindacali». L’azienda di imballaggi nel corso degli anni ha eliminato buona parte dei dipendenti diretti (erano una quarantina) facendoli confluire in cooperative alle quali è stato affidato il ciclo produttivo. Gli undici dipendenti rimasti, tutti iscritti al sindacato Si Cobas, si sono rifiutati di fare il passaggio. (c.o.)
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