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«Scherzi, non abusi sul bimbo di 10 anni»

«Scherzi, non abusi sul bimbo di 10 anni»

Boretto: un testimone scagiona i due 17enni accusati di atti sessuali negli spogliatoi di una palestra

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BORETTO. È completamente naufragata davanti al giudice minorile Anna Filocamo quella che nella primavera scorsa era apparsa come una vicenda delicatissima oltre che sconvolgente, con due 17enni accusati da un bimbo di 10 anni di violenza sessuale di gruppo per quanto sarebbe accaduto nello spogliatoio di una palestra (uno dei due ragazzi era finito nei guai anche per violenza privata per aver minacciato il bambino sempre nello stesso luogo ma in un’altra occasione).

Una storia – ricostruita in due episodi distinti, collocati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro – che ha scosso il paese, ma che una volta è approdata nel Tribunale per i minorenni di Bologna, ha via via perso consistenza accusatoria. Un primo “segnale” in tal senso arriva quando il pm Alessandra Serra chiede che il bambino venga sentito – tecnicamente tramite un incidente probatorio, alla presenza di uno psicologo che assista il minore – ma il giudice rigetta la richiesta. Il bimbo si era confidato con i familiari (in palestra veniva accompagnato dalla nonna, mentre la mamma aveva colto uno stato di malessere del figlio) e quel racconto era finito in una denuncia ai carabinieri di Boretto.

La Procura minorile va comunque avanti, termina l’inchiesta e chiede il rinvio a giudizio dei due adolescenti (ora sono maggiorenni, risiedono nella Bassa e lavorano). Nell’udienza preliminare – tenutasi a Bologna – i due giovani imputati vengono giudicati con rito abbreviato.

Entrambi negano in aula su tutta la linea e i loro racconti non appaiono in contrasto. Agli atti c’è pure la deposizione di un testimone, presente nello spogliatoio all’episodio che appare come il più grave. Secondo la ricostruzione degli inquirenti quel giorno il bambino era stato accerchiato nello spogliatoio dai due ragazzi più grandi e uno si sarebbe denudato, per poi toccarsi nelle parti intime, cercando pure un approccio. E il bimbo sarebbe stato trattenuto in quel luogo dal 17enne che non si era denudato, per poi riuscire a fuggire. Fatti smontati dal testimone che parla di tono scherzoso e soprattutto smentisce che un ragazzo si sia svestito e abbia cercato di coinvolgere in squallidi toccamenti il bambino. I due imputati sono stati ritenuti credibili dal pubblico ministero che ha dato un peso rilevante anche alle parole del testimone-chiave, chiedendo alla fine l’assoluzione per entrambi gli adolescenti a processo. Una linea – quella del pm – a cui hanno aderito gli avvocati difensori Francesca Basco e Chiara Carletti. Assoluzione che poi è stata sancita dal giudice Filocamo. (t.s.)

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