Spaccio, un altro profugo nei guai
San Martino, è il fornitore del baby-pusher. Alimentava il “giro” di marijuana tra studenti minorenni
SAN MARTINO IN RIO . È stato identificato lo spacciatore che riforniva il giovanissimo pusher di soli 16 anni fermato, in più occasioni, e trovato con la droga nelle mutande (a metà maggio 4 grammi e a gennaio 23 grammi, sempre di marijuana) e bilancino al seguito. Si tratta di un profugo 20enne, di origini nigeriane, in attesa di ottenere il permesso di soggiorno, residente in paese nell’ambito del programma di accoglienza coordinato dalla prefettura, gestito a San Martino in Rio dalle cooperative Dimora di Abramo e L’Ovile.
È stato identificato e denunciato dai carabinieri della stazione locale a seguito di indagini mirate e che arrivano dopo l’eclatante arresto, a fine marzo, di un altro profugo richiedente asilo ospitato a San Martino in Rio: il 27enne Chino Chinonso Ogbonna che aveva fatto della struttura di accoglienza (in quel caso della Dimora) la base per lo spaccio, sempre di marijuana e sempre a studenti minorenni.
Si va confermando dunque l’esistenza di un consistente “giro” di droga, in particolare marijuana, tra i giovani studenti del comprensorio, alimentato da “manodopera” assoldata tra immigrati appena arrivati in Italia e in beffa ai rigidi controlli a cui sono sottoposti coloro che entrano nei programmi di accoglienza.
E anche se a San Martino in Rio non hanno sede scuole secondarie superiori (il focus è su studenti di questa fascia di età) diversi sono i plessi scolastici nei paesi limitrofi.
Proprio a Correggio, due settimane dopo l’arresto di Ogbonna a San Martino, c’è stato un altro arrestato, sempre di un profugo del programma di accoglienza, questa volta di nazionalità ghanese, il 20enne Ibrahim Basha Al-Hassan. Con lui nei guai altri quattro compagni di appartamento, sempre una struttura di accoglienza (gestita dalla coop L’Ovile). Da un buco nella recinzione del condominio passavano droga agli studenti minorenni. Ancora una volta marijuana.
Nel caso del baby pusher, la cui denuncia al tribunale dei minori ha innescato poi una serie di controlli mirati a scovare il fornitore, nonostante la giovane età, il 16enne aveva evidenziato scaltrezza e disinvoltura degna del più navigato spacciatore. Da tempo i carabinieri di San Martino avevano messo gli occhi su di lui. Così lo scorso gennaio il 16enne, notato su un’auto con ragazzi più grandi già noti come assuntori, era stato fermato e trovato con la droga.Un’illecita attività di spaccio quella messa in piedi dal minorenne, anch’esso studente, che non poteva essere certamente improvvisata. Per i carabinieri di San Martino in Rio era certamente in contatto con un fornitore che probabilmente gli aveva anche “insegnato” i trucchi del mestiere.
Dal diretto interessato i carabinieri non hanno trovato collaborazione. Ma, grazie alle attività tecniche di analisi dei tabulati dell’utenza cellulare del minore, i militari sammartinesi sono risaliti al fornitore dello studente.
Su di lui sono stati acquisiti elementi di responsabilità per il reato di spaccio nei confronti del minore ed è stato dunque denunciato dai carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
