Gazzetta di Reggio

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Turismo, finalmente l’ufficio funziona Cani permettendo...

di Gabriele Farina
Turismo, finalmente l’ufficio funziona Cani permettendo...

Viaggio in incognito nel nuovo Iat, inaugurato da poco Risposte soddisfacenti, ma poche info sui luoghi dog free

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REGGIO EMILIA. Suggerimenti, cartine e… alzate di spalle. Abbiamo messo alla prova il nuovo ufficio d’Informazioni e accoglienza turistica (Iat) di via Farini. La pagella è nel complesso positiva; tuttavia, tra una risposta e l’altra si apprende che il percorso per migliorare le visite (rendendole ad esempio più a misura di quattro zampe) è ancora lungo.

DALLA RETE ALLA REALTÀ. Il primo accesso al servizio parte sul web. Sulla pagina comunale dedicata appaiono gli orari, le lingue conosciute (inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese) e le possibilità offerte dal territorio in vari ambiti. L’elenco parte dalle risorse storico-artistiche e si conclude con i social media, attraversando un ventaglio che comprende natura, eventi, sport e salute, mezzi di trasporto, tempo libero e cultura.

MAGGIO REGGIANO. Una domenica di maggio soleggiata, ma non afosa è l’ideale per scoprire i tesori custoditi nella città del Tricolore. Si può pianificare di visitare una mostra, immergersi in un parco, addentrarsi nella provincia. Le possibilità non mancano e lasciamo che a elencarle siano gli operatori turistici di via Farini 1. Anzi, l’operatrice. Osservando dall’ingresso si notano tre donne. Una volta dentro, tuttavia, si scopre che due forniscono informazioni solo sulla rassegna “Reggio Narra”. Non si può dire che non ci sia un cane, anche perché un quadrupede è al seguito della nostra squadra di due persone.

QUATTRO ZAMPE. Sulla porta non è indicato alcun cartello che ne vieti l’accesso, ma chiedere è sempre la scelta più opportuna. Una delle due operatrici di “Reggio Narra” garantisce che non è un problema, basta che... non morda la scritta di legno al centro della sala principale. Il tono è a metà tra il simpatico e l’apprensivo, poi il comportamento dell’animale la rassicura. Una breve attesa prima che la terza operatrice, l’unica adibita alle informazioni turistiche, finisca di fornire dritte a una signora, poi è il nostro turno. La ragazza allo sportello dimostra modi gentili e domanda cosa può fare di utile per noi.

LA MAPPA. Illustratole il desiderio di approfittare della giornata per conoscere meglio Reggio, prontamente estrae una mappa formato A3 della città. Le scritte sono in italiano e in inglese, la cartina è divisa in due parti da una linea orizzontale. Nella sommità superiore si trova una sezione di Reggio Emilia a sud dell’autostrada e a nord di Belvedere; in quella inferiore compare un ingrandimento dell’esagono del centro storico. Il primo segno da lei tracciato sulla cartina indica il punto in cui si trova lo Iat, a pochi passi dal museo del Tricolore e dal duomo. Entrambi i tesori reggiani compaiono nel retro della cartina, assieme al teatro Valli, alla Galleria Parmeggiani, alle basiliche della Ghiara e di San Prospero, al Mauriziano.

GADGET TRICOLORE. Il primo museo è stato da poco rinnovato e re-inaugurato con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella; contiene la prima bandiera dello Stato; compare in alcuni gadget a pagamento dello stesso Iat. Lasciamo che sia l’interesse patriottico a prevalere.

GUINZAGLIO SÌ O NO? Compare però un ostacolo. Non sono gli orari, visto che chiude alle 19. Il problema è legato al guinzaglio o, meglio, alla differente programmazione che distingue Reggio da centri quali Milano, Torino o Mantova. Nel capoluogo torinese e nelle città lombarde i cani sono già benvoluti in diversi musei. Nell’Hangar Bicocca meneghino possono accedere a quasi tutte le aree, bistrot incluso; porte aperte anche al Fermo Immagine nonostante la delicatezza dei contenuti.

I COMUNI DOG FRIENDLY. Ai piedi della Mole è visitabile il capolavoro di Antonello, i Giardini della Reggia, il museo dell’Automobile, Palazzo Madama e la reggia di Venaria (gli ultimi due nel caso siano di piccola taglia). A Mantova è stato allestito persino un servizio dogsitter a Palazzo Ducale. A Reggio, invece, l’operatrice spiega che la scelta dipendente dai singoli musei. Quali sono quelli dog-friendly? La risposta è la stessa che si trova spulciando in rete: non si sa. Inutile accanirsi (è il caso di dirlo) sulla gentile ragazza quando le decisioni sono prese a livelli più elevati. Meglio ipotizzare una staffetta con un componente del gruppo costretto a restare fuori dal museo mentre l’altro lo visita. Resta da scegliere il migliore.

BELLEZZE IN MOSTRA. L’operatrice consiglia la Collezione Maramotti, aggiungendo che si tratta dell’ex sede produttiva di Max Mara e altri spunti che si ritrovano nel retro della cartina, nella sezione “Reggio contemporanea”. Cerchia il simbolo “4” nella parte superiore della mappa e illustra come arrivarci dal luogo in cui abbiamo parcheggiato la macchina. Esclusi i luoghi di culto, se non con la staffetta di cui sopra, la giovane lancia un percorso che possa piacere anche al quadrupede. Prende un’altra cartina in cui sono definiti “I percorsi della Cintura verde”. Il suo consiglio è di seguire il percorso Crostolo, il più lungo dei tre contenuti nel foglio A3. L’operatrice si concentra soprattutto sulle tappe più a sud: Villa D’Este e la Reggia di Rivalta. Ne illustra la storia e garantisce che, seppure non sia possibile l’ingresso in tutti gli ambienti, la visita merita.

AL VERDE. Dopo la visita nel verde potrebbe essere il caso di andare fuori porta, magari attratti dal fascino di Canossa o dalla fama di Correggio. L’operatrice introduce così un foglio A4 in bianco e nero, stampato fronte e retro. Da una parte gli appuntamenti cittadini della settimana (Fotografia europea inclusa), dall’altra un’agenda con le tappe provinciali. Alcune compaiono in un quarto documento consegnato dall’operatrice. È un piccolo dépliant a colori su Reggio Emilia tra “Antico e contemporaneo”. Stampato nel marzo di quattro anni fa, contiene tredici pagine dedicate alla città, quattro alla provincia e una al gusto con foto e informazioni in italiano.

CHE PAZIENZA. La piccola dispensa rappresenta l’ultimo spunto proattivo dell’operatrice, disponibile ancora alle informazioni nonostante siano passati già circa dieci minuti dall’ingresso nello Iat e altri turisti inizino ad attendere per chiedere informazioni a loro volta. È tempo di salutare e andare alla scoperta di Reggio.



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