Bini: «Borghi ha ragione, la politica latita»
Ad intermittenza, i politici fanno capolino nel maxiprocesso Aemilia. Ieri è stata la volta del modenese Maurizio Boetti (presidente del consiglio comunale di Finale Emilia) e dei sindaci reggiani...
Ad intermittenza, i politici fanno capolino nel maxiprocesso Aemilia. Ieri è stata la volta del modenese Maurizio Boetti (presidente del consiglio comunale di Finale Emilia) e dei sindaci reggiani Tiziano Borghi (Carpineti) ed Enrico Bini (Castelnovo Monti).
Sulla scarsa presenza negli oltre due anni di udienze da parte di istituzioni e mondo imprenditoriale – tasto dolente sollevato di recente polemicamente da Daniele Borghi (referente regionale di Libera) – prende posizione il sindaco Bini, noto da anni per il suo impegno antimafia: «Borghi ha ragione, le istituzioni devono essere presenti, in rappresentanza delle comunità che sono state profondamente aggredite dalla criminalità organizzata. Come sindaci – rimarca – abbiamo istituito un gruppo WhatsApp per accordarci di volta in volta e garantire la presenza di qualche primo cittadino in quest’ultima importantissima fase processuale che porta alla sentenza».
E la lamentata assenza delle associazioni di categoria? «Si ritengono fuori da queste vicende – prosegue Bini – invece non è così, sta emergendo in aula e il pm Marco Mescolini l’ha sottolineato nella requisitoria come alcuni imprenditori si siano rivolti alla ’ndrangheta, per convenienza, per la frode fiscale o la falsa fatturazione».
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