C7 verso la chiusura, a rischio 36 operai
Castelnovo Sotto, la società nata dalla liquidazione Coopsette ha i bilanci in rosso da quando è nata. La Cgil chiede l’intervento della Regione
CASTELNOVO SOTTO. La comunicazione, ai trentasei operai, è stata data due venerdì fa: l’azienda ha un passivo che si trascina da due anni, quindi non ha più margini operativi e deve chiudere. Stop. E per i dipendenti della C7 prefabbricati srl, società nata dalla costola della liquidazione coatta, nel 2015, dell’ex colosso della cooperazione edilizia Coopsette grazie al salvataggio del gigante per la produzione di infrastrutture ferroviarie per l’alta velocità Margaritelli Ferroviaria spa, è – metaforicamente – “suonata la campana a morto”.
Per la seconda volta, nell’arco di tre anni, le maestranze si trovano con il posto di lavoro appeso a una speranza. E questa volta è molto esile. «Stiamo correndo contro il tempo – afferma il segretario generale Fillea Cgil Sabatino Aliberti – in una settimana ci è arrivata comunicazione delle intenzione dell’azienda, abbiamo incontrato gli operai, la società, abbiamo organizzato un’assemblea e abbiamo chiesto alla Regione di aprire il tavolo di salvaguardia affinché si possano mettere in campo tutti gli interventi necessari, dagli ammortizzatori sociali, alla solidarietà, per mantenere invariati i livelli occupazionali».
Di «fulmine a ciel sereno» parla invece il sindaco di Castelnovo Maurizio Bottazzi. «Che l’azienda partecipata al cento per cento dalla Margaritelli che non appena entrata, due anni fa, ha compiuto anche una serie di investimento per rinnovare il ciclo produttivo, debba chiudere è una notizia assolutamente inaspettata – dice Bottazzi – L’impegno dimostrato subito dopo l’acquisizione ci aveva fatto ben sperare, ora invece ci troviamo di fronte a una situazione che crea nuovi, gravi problemi al paese».
Bottazzi si è messo subito in conttto con l’assessorato regionale alle attività produttive retto da Palma Costi: «La Regione ha ricevuto lunedì la richiesta di intervento dei sindacati e si è già attivata – prosegue il sindaco – La convocazione del tavolo avverrà nei giorni prossimi e l’incontro, salvo contrattempi, dovrebbe essere fissato per il 31 maggio». Al cosiddetto “tavolo di salvaguardi” partecipano le parti: azienda e sindacati e le istituzioni: Regione, Provincia e Comune di Castelnovo che hanno un ruolo di garanzia, in particolare verso i lavoratori. Sarà in quella sede che verranno cercata soluzioni alternative alla chiusura in tronco dell’azienda e al licenziamento delle maestranza.
«La strada per il momento appare in salita – è il giudizio di Aliberti – e tutte le opzioni restano aperte, anche quella di avviare uno stato di agitazione importante». Il sindacalista Fillea Cgil nei giorni scorsi ha incontrato l’amministratore delegato C7 per sondare il terreno. Ma pare che le aperture siano state davvero poche: l’azienda ha i bilanci in rosso praticamente da quando è nata e il futuro lavorativo dei 36 operai C7 non pare sia tra i problemi prioritari dei vertici Margaritelli.
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