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«Il locale non è una moschea? Se lo fosse, andrebbe chiuso»

«Il locale non è una moschea? Se lo fosse, andrebbe chiuso»

SAN POLO. La Lega protesta dopo l’intervento di Morchid Abdelghani, presidente dell’associazione “Speranza e pace”, che ha minacciato querele verso coloro che chiamano moschea il nuovo centro...

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SAN POLO. La Lega protesta dopo l’intervento di Morchid Abdelghani, presidente dell’associazione “Speranza e pace”, che ha minacciato querele verso coloro che chiamano moschea il nuovo centro culturale di via De Gasperi 43. L’onorevole Gianluca Vinci, il candidato sindaco della lista “Per San Polo” Carlo Bronzoni e il responsabile sicurezza e immigrazione Matteo Melato intervengono congiuntamente affermando: «Nessuna falsità o polemica populista nei fatti riguardanti il nuovo centro islamico di San Polo d’Enza, ma semplice trasparenza che non teme il vaglio di alcun ufficio legale. Il cartello apparso sui giornali – tradotto come “parcheggio della moschea” dalla Gazzetta di Reggio – e le dichiarazioni del presidente del centro islamico, il quale affermava che il centro culturale di via De Gasperi 43 “è un luogo di incontro, non è vietato pregare”, e che l’associazione Speranza e Pace “non vieta a nessuno, nelle riunioni, né di cantare, né di pregare”, hanno imposto un’immediata e doverosa richiesta di chiarimenti da parte della Lega. Nel programma politico del movimento, diventato contratto di governo, è infatti prevista la mappatura, da parte dei Comuni, dei luoghi destinati al culto religioso, equiparando i centri culturali in cui si svolge attività di preghiera alle moschee, con conseguente obbligo di applicare loro le stesse norme urbanistiche previste per le attività pubbliche».

«Prendiamo tutti atto, quindi, di quanto affermato da Morchid Abdelghani – proseguono Vinci, Bronzoni e Melato – ossia che “l’associazione non ha carattere confessionale e non gestisce luoghi di culto o moschee”, concludendo che, ove così non fosse, ossia se il centro islamico di San Polo risultasse utilizzato per la preghiera in spregio al parere negativo dell’Ufficio tecnico comunale (provvedimento richiamato dallo stesso sindaco Carletti e dal vicesindaco Grasselli), la Lega ne chiederebbe la chiusura immediata in forza del proprio programma politico e del contratto di governo citato».



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