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«La gestione del paziente è stata corretta»

di Ambra Prati
«La gestione del paziente è stata corretta»

Morto a Villa Verde, la difesa della Casa di cura nelle parole dell’avvocato Tarquini. Entro venerdì l’autopsia sul 76enne

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REGGIO EMILIA. «Ivaldo Bedogni aveva una storia clinica molto importante che precedeva il ricovero a Villa Verde. L’auspicio è che la magistratura possa fare chiarezza sulla vicenda e sul fatto che presso la Casa di cura la gestione del paziente è stata assolutamente corretta».

È quanto fanno sapere, tramite l’avvocato Giovanni Tarquini – storico rappresentante legale della struttura sanitaria – i vertici di Villa Verde e in particolare il direttore generale Fabrizio Pulcinelli, a proposito dell’esposto presentato dai familiari del 76enne Bedogni, che ha fatto scattare un’inchiesta da parte della procura reggiana. Intanto il sostituto procuratore Giacomo Forte, che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, finora contro ignoti – al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati, né tra i medici né tra gli assistenti sanitari –, ha disposto l’autopsia sull’anziano, che sarà eseguita entro venerdì.

Bedogni, conosciuto con il soprannome di “Bebba”, era molto conosciuto a Rivalta perché titolare per più di 40 anni di un’autofficina in via della Repubblica. Da quando era pensionato ha continuato a dedicarsi alla sua grande passione, le bocce, frequentando il bocciodromo della frazione.

Dopo una delicata operazione e 55 giorni trascorsi nel reparto di chirurgia dell’ospedale Santa Maria Nuova, Bedogni era stato ricoverato nella struttura privata di via Lelio Basso martedì della scorsa settimana, per la riabilitazione post operatoria.

Pareva stare bene e, seppur lentamente, stava migliorando. Ma nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, in circostanze da chiarire, il pensionato era caduto dal letto riportando una lesione al capo e le sue condizioni erano precipitate all’improvviso: fino al decesso, avvenuto nella mattinata di venerdì. Una caduta che, per un infermo incapace di alzarsi e costretto in un letto dotato le sbarre, i parenti hanno ritenuto sospetta: da qui la querela di parte presentata dai congiunti, convinti che qualcosa non torni nel decesso.

Sulla base dell’esposto di parte, la procura di Reggio Emilia ha il dovere di approfondire la vicenda: dopo il sequestro delle cartelle cliniche del pensionato, il pm Forte ha disposto l’esame autoptico, che potrà fornire ulteriori elementi e indicare se la caduta possa essere stata fatale, configurando in tal caso perlomeno un omesso controllo.

Di certo l’inchiesta ha preso in contropiede i responsabili di Villa Verde che, sempre tramite il legale Tarquini, affermano di aver appreso della “querela esplorativa” e dell’indagine in corso dalla Gazzetta di Reggio. «Il direttore generale, che ieri ho incontrato, mi ha chiesto di assistere la casa di cura in questa fase puramente formale – dichiara l’avvocato Tarquini – Quando succedono questi episodi, la struttura attiva delle verifiche interne che si aggiungono all’indagine penale, durante la quale confidiamo che vengano eseguiti tutti gli accertamenti necessari».

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