Tassobbio inquinato “assolte” le aziende locali
Casina: lo sversamento è avvenuto più a valle, forse già in territorio di Canossa Indagini sulla sostanza finita nel torrente che ha causato la moria di pesci
CASINA. Non ci sarebbero nè la porcilaia situata appena a valle di Cortogno, nè tanto meno la locale latteria San Giorgio dietro l'inquinamento registrato domenica in un tratto del Tassobbio. Gli eventuali scarichi inquinati infatti a quanto pare sarebbero da cercare in un tratto più a valle del Tassobbio, forse già in Comune di Canossa. Il punto corrispondente con l'abitato di Mulino di Cortogno infatti, situato proprio in corrispondenza con il paese, non sarebbe stato interessato dalla schiuma bianca e maleodorante che ha fatto scattare l'allarme.
Su quanto avvenuto è stata presentata denuncia ai carabinieri ed è la Forestale che indaga. «Le indagini sono in corso» è l’unica ammissione del colonnello Sandra De Domenico. Gli investigatori non hanno fatto visista alla porcilaia di Cortogno (altro aspetto che indicherebbe come il tratto interessato sia un altro) ma nella giornata di lunedì anche diversi cittadini, e gli stessi responsabili delle due realtà produttive casinesi, che erano state coinvolte nel dibattito scatenatosi su FaceBook a seguito delle foto della schiuma sul torrente, hanno compiuto sopralluoghi esaminando anche i dintorni delle due sedi, senza notare alcuna anomalia nè tanto meno sversamenti di liquami o prodotti di altro genere. Restano in piedi le ipotesi avanzate nelle prime ore dopo la scoperta, ovvero di uno spandimento avvenuto in qualche campo adiacente al bacino del torrente, con i liquami che sarebbero finiti nel corso d'acqua a seguito delle piogge, oppure di un raro ma possibile fenomeno naturale di proliferazione di microorganismi acquatici. Quello che è certo è che nel corso interessato sono morti anche diversi pesci, in particolare barbi.
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