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Agente di commercio stroncato da una malattia

di Adriano Arati
Agente di commercio stroncato da una malattia

Rubiera, Alessandro Corghi aveva 56 anni. Il funerale si svolgerà domani mattina Suo padre Benito fu ucciso 42 anni fa dai militari della Ddr durante un viaggio

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RUBIERA. Rubiera saluta Alessandro, il figlio minore del camionista ucciso 42 anni fa nell’allora Germania Est. Martedì è morto al Policlinico di Modena il 56enne Alessandro Corghi, agente di commercio nel settore ceramico originario di Fontana di Rubiera, il paese da cui proveniva la sua famiglia.

A consumarlo, un male che ha progressivamente debilitato il fisico sino alla crisi fatale. Lascia la compagna Paola, il figlio Fabio e la sorella Lorella con le nipoti Elena ad Arianna.

Il funerale si svolgerà domani mattina, le camere ardenti al Policlinico saranno aperte dalle 8.30, la funzione religiosa verrà officiata alle 11 nel duomo modenese.

La notizia ha rapidamente fatto il giro del territorio rubierese. Corghi da anni viveva oltre Secchia, e sempre a Modena aveva la sede legale della propria azienda di rappresentanza nel settore ceramico, ma i rapporti con la vicina zona di origine erano sempre rimasti forti, e così i legami con i coetanei della zona di Fontana e non solo.

Senza contare che gran parte della sua famiglia viveva ancora a Rubiera. Ivaldo Bertarelli, lo storico comandante della polizia municipale scomparso la settimana scorsa a 78 anni di età, era suo zio. Era infatti il fratello di Silvana, la madre di Alessandro, che ora piange entrambi i congiunti.

E a Rubiera era legata la pagina più tragica della storia dei Corghi: la morte del capofamiglia Benito Corghi, camionista di provata fede comunista, impiegato per un’azienda cooperativa reggiana. Fu ucciso quasi 42 anni fa, il 5 agosto del 1976, al confine fra la Germania Est e la Germania Ovest, in un periodo di enorme tensione fra le due repubbliche tedesche, negli anni più tesi della guerra fredda.

Corghi, all’epoca 38enne, era stato in un grande macello a Cottbus, non lontano da Berlino, per riempire il suo mezzo di carne di maiale da commercializzare in Italia. Erano gli anni in cui gli italiani scoprivano la “fettina”, la richiesta di carne era in forte aumento e, grazie alle profonde relazioni con i paesi comunisti, le cooperative emiliane avevano avviato un fortunato commercio di carne tedesca ed ungherese.

Corghi era impegnato in uno di questi viaggi al momento dell’incidente fatale, avvenuto al confine fra Hirschberg, nella Ddr, e Rudolphstein, nella Brd, la Germania Ovest.

Tutto partì da un malinteso fra le guardie di confine, e nel giro di pochi minuti il controllo dei documenti finisce in tragedia: Corghi viene colpito da diverse pallottole sparate dai militari Ddr e muore sul colpo.

L’autore materiale, processato nel 1994 dopo la riunificazione, verrà assolto, e sempre in quel periodo emersero i dettagli sui fraintendimenti che portarono alla violentissima reazione. Una vicenda che segnò Rubiera, terra di Resistenza e fede comunista che lo stesso Benito Corghi rappresentava fedelmente, con dettagli mai ben chiariti sia sul fronte italiano che su quello tedesco. E che ovviamente ha lasciato una ferita, purtroppo, profondissima nella moglie Silvana e nei figli Lorella e Alessandro, all’epoca adolescenti: la ragazza aveva 18 anni, il figlio minore solo 16.

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