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Coesione sociale nostrana con cinque Italie diverse

Coesione sociale nostrana con cinque Italie diverse

Sono in testa Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto Sull’argomento oggi il primo incontro (alle 10.30 nel Teatro della Cavallerizza)

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Quanto misura la coesione sociale in Italia? Coesione sociale è la capacità della società di promuovere il benessere di tutti i cittadini, riducendo le disparità e contrastando l’emarginazione. Coesa è la società in cui la governance crea meccanismi di inclusione e di partecipazione alla vita attiva (mondo del lavoro, istruzione, formazione, ecc.) perseguendo l’equità distributiva, limitando le esperienze di devianza sociale ed offrendo servizi sociali adeguati ed accessibili. È necessario un approccio multidisciplinare per lo studio delle determinanti della coesione sociale ed è così che ha lavorato l’OCIS, l’Osservatorio internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale, che sabato presenta il secondo rapporto annuale nel corso dell’incontro “Quanto misura la coesione sociale in Italia?” (ore 10.30 Teatro Cavallerizza).

Relazioni sociali, economia, parità di genere, cultura, fiducia, inclusione sociale e non discriminazione, ambiente: sono queste le variabili che hanno costituito gli indicatori dell’Osservatorio, il cui obiettivo è stato quello di mappare la coesione sociale nelle regioni italiane. Dai risultati emerge l’esistenza una profonda spaccatura nord/sud, con le regioni del nord che presentano livelli più alti di coesione sociale rispetto alle regioni del sud, in linea con i risultati ottenuti nel primo rapporto del 2016. Secondo lo studio esistono “5 Italie della Coesione Sociale”: si va dalle regioni a coesione sociale molto alta - Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto – fino alle regioni a coesione sociale molto limitata – Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Calabria; tra i due estremi ci sono le categorie intermedie delle regioni a coesione sociale alta, media e limitata.

I Social Cohesion Days, da oggi al 26 maggio a Reggio Emilia L’obiettivo è quello di ricostruire dal basso, attraverso pensieri, pratiche e azioni, la possibilità di una reale partecipazione collettiva, globale e locale, alla “cosa pubblica”. Perché ridurre i gap, incentivare il dialogo, capire le differenze e valorizzarle sono condizioni necessarie immaginare un futuro per i sistemi democratici.

Chiude il festival un incontro dal titolo “La società civile per un manifesto della coesione sociale”, momento di incontro per cittadini e organizzazioni, tra cui ASVIS (Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile), Assifero, ACLI Milano, Città Senza Barriere e Alleanza Contro la Povertà. A questo evento partecipa anche Simran Sethi.

Il festival è anche l’occasione per presentare una selezione di esperienze concrete di coesione sociale in Italia: circa 120 progetti in totale, che spaziano dalla protezione delle categorie vulnerabili (anziani, minori, disabili) a forme innovative per la risposta ai bisogni delle comunità e l’erogazione di servizi di welfare, dalla promozione del dialogo interculturale, all’accoglienza dei rifugiati.

L’obiettivo è dare avvio a un percorso di incubazione di progetti di coesione sociale, creando relazioni tra i protagonisti e sviluppando idee sostenibili e innovative.

L’iniziativa è promossa da organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia e Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli.

Reggio Emilia accoglie la terza edizione dell’evento come cittaà che, per vocazione, mette le persone e i loro bisogni al centro del progetto di comunità.

Il festival è all’interno del cartellone del Festival per lo Sviluppo Sostenibile 2018.

Il programma completo su: www.socialcohesiodays.com



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