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Cori e sfilata degli alpini per ricordare don Gnocchi

MONTECCHIO. Il gruppo alpini di Montecchio che nel 2016 ha costruito un monumento al beato don Gnocchi suella rotonda della provinciale che da Montecchio porta an Bibbiano, vuole ricordare anche...

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MONTECCHIO. Il gruppo alpini di Montecchio che nel 2016 ha costruito un monumento al beato don Gnocchi suella rotonda della provinciale che da Montecchio porta an Bibbiano, vuole ricordare anche quest’anno il santo che fu cappellano degli alpini in Albania e in Russia, anche quest’anno.

Il 2 giugno, festa della Repubblica, gli alpini di Montecchio ai quali si è unito il gruppo alpini di Canossa, hanno organizzato una serata all’oratorio parrocchiale nella quale il coro della Tridentina alternerà canti e racconti della grande guerra e della campagna di Russia. Il giorno successivo ci sarà la messa nel santuario della Madonna dell’Olmo e la sfilata fino al monumento in memoria di don Gnocchi con la banda di Cavola. A seguire il pranzo, aperto a tutti, presso il ristorante la Terrazza

Don Gnocchi, di umilissime origini, dopo anni di servizio nelle parrocchie milanesi partì volontario per la seconda guerra mondiale, unendosi ai battaglioni alpini prima sul fronte balcanico e poi in quello russo.

Ed è proprio qui che incrocia il destino del montecchiese Luigi Reverberi, medaglia d’oro al valor militare, l’eroico generale al comando della Tridentina che salvò i suoi soldati nella battaglia di Nikolaevka in Ucraina. Don Carlo Gnocchi è al suo fianco, in veste di cappellano. Nei ricordi dei sopravvissuti le due figure sono quasi indissolubili: due ancore cui aggrapparsi nel gelo della steppa, per migliaia di uomini alla mercè della follia umana. Alla fine del conflitto don Gnocchi dedica il resto della vita all’assistenza ai mutilati e soprattutto agli orfani di guerra.

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