Tassobbio, indagini sui liquami
I ragazzi delle secondo medie ripopolano di pesci il lago dei Pini
CASINA. Non ci sono ancora riscontri sufficienti affinché vengano individuati i responsabili di quelli che sembrano comunque essere stati sversamenti di liquami nel torrente Tassobbio, che domenica hanno presentato il corso d’acqua, tra i più belli della montagna, con vaste macchie di schiuma bianca, un acuto odore di letame, e purtroppo anche la moria di pesci. L’ondata bianca è stata avvistata di prima mattina, verso le 8.30, all’altezza dell’abitato del Mulino di Cortogno, e solo più tardi si è spostato più a valle, arrivando nel pomeriggio nel tratto del torrente in Comune di Canossa. Resta quindi ancora in piedi la possibilità che gli inquinanti provenissero proprio dalla zona di Cortogno. Quello che è certo è che l’evento continua a suscitare rabbia e costernazione tra la gente.
A tal proposito, da segnalare un percorso scolastico di scoperta e valorizzazione di questo patrimonio ambientale, soprattutto fra i ragazzi, che sta arrivando a conclusione in questi giorni, appunto sulle acque appenniniche e i pesci che le popolano. È stato questo il centro del progetto condotto nelle classi seconde medie del territorio nell’anno scolastico ormai a conclusione, dall’associazione casinese Botel del Tassobbio, in particolare nella persona di Andrea Bertani, insieme alla Fipsas di Reggio e ai carabinieri forestali. Ognuna delle due classi ha condotto alcune ore di lezioni in aula, e anche una uscita al Lago dei Pini.E il 26 maggio la chiusura del percorso, con una giornata al Lago dei Pini, dove le due classi parteciperanno ad una gara di pesca. Per l’occasione il lago vedrà una immissione di pesci, sostenuta dal Comune di Casina. (l.t.)
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