Condannato il rapinatore delle donne
Pena di quattro anni e mezzo al 51enne Davide Bianchi: l’estate scorsa scippò la borsa a un’anziana in via Gorizia
REGGIO EMILIA. È stato condannato a 4 anni e 6 mesi per rapina Davide Bianchi, il 51enne originario di Mirandola (Modena) ma da tempo gravitante su Reggio Emilia, noto alle cronache come lo scippatore seriale di donne. L’episodio contestato a Bianchi – già detenuto e che resta in carcere – è quello del 14 luglio 2017, quando un tentativo di scippo si trasformò in rapina aggravata. Quel giorno erano le 19 in via Gorizia quando un’anziana si ritrova nel mirino di un malvivente che, su uno scooter grigio scuro, le piomba addosso strappandole la borsetta; la donna, caduta a terra, rimane agganciata e viene trascinata per tre metri, finché la cinghia della borsetta si rompe, rimanendo sull’asfalto vicino alla vittima, che la riprende. Ma il bandito in scooter, nonostante abbia perso l’appiglio, non demorde e non esita a tornare indietro; la donna, per timore che lo sconosciuto possa farle del male, gli consegna la borsetta, dalla quale il rapinatore prende il portafoglio e scappa. Il 7 agosto la squadra mobile della questura risale al responsabile, incastrato grazie anche alle testimonianze di diversi cittadini che avevano assistito alla scena di violenza. A nulla sono servite le accortezze utilizzate da Bianchi, come il cambiarsi abiti e soprattutto il casco: aperto quando non doveva “agire”, integrale in caso contrario. Arrestato, Bianchi fa scena muta durante l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Giovanni Ghini. Al momento dell’arresto gli uomini del dottor Guglielmo Battisti gli attribuiscono e lo indagano per altri due colpi: il 31 luglio ad ora di pranzo in via Zacchetti, dove la vittima era stata sottratta la borsetta senza cadere; e un tentato furto avvenuto in un negozio di via Kennedy dove l’uomo, dopo aver distratto la commessa, era riuscito a sottrarre le chiavi del magazzino entrando all’interno ma non trovando nulla di “appetitoso” da rubare. Per questi due casi le ipotesi di reato sono furto con strappo e tentato furto.
Mercoledì scorso è arrivata la sentenza sul solo episodio di via Gorizia. Il pm Claudio Santangelo ha chiesto una condanna a 6 anni e nove mesi in virtù della recidiva specifica e reiterata (non infraquinquennale). L’avvocato difensore Antonio Cappuccio del Foro di Bologna, ha sostenuto la tesi del suo assistito, che si è proclamato innocente ed estraneo agli addebiti. Il giudice Sarah Iusto, ritenendo le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante (l’uso della violenza e minaccia), ha emesso al sentenza di condanna.
Ambra Prati
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