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Gli enti locali reggiani chiedono 10 milioni

Gli enti locali reggiani chiedono 10 milioni

Sono Provincia di Reggio Emilia e i Comuni di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo

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REGGIO EMILIA. Dieci milioni di euro: è questa la richiesta di risarcimento dei danni (patrimoniali e non) avanzata ieri dagli avvocati Salvatore Tesoriero e Federico Fisher per conto della Provincia di Reggio Emilia e dei Comuni di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo.

È un conteggio in deminutio, che riguarda i soli enti locali reggiani, cui occorre aggiungere istituzioni e associazioni nazionali – dalla Presidenza del Consiglio ai ministeri dell’Ambiente e dell’Interno, dall’Agenzia delle Entrate a Confindustria Nazionale – che hanno richiesto in media da 500mila a un milione di euro ciascuno solo per il rito abbreviato. Ma, quando si concluderanno le costituzioni di parte civile, il conto – sempre sulla carta – si avvicinerà, secondo una stima a spanne, ai 20 milioni di euro, visto che ammonta ad una quarantina (dalla Cgil ai Consorzi, dalle associazioni come Cna a Legambiente, dagli enti locali limitrofi fino all’Ordine dei Giornalisti) il fronte degli aspiranti danneggiati.

La premessa è che la costituzione di parte civile, già eseguita, ha dovuto essere ripetuta dopo lo sdoppiamento in due tronconi del procedimento: perciò ogni ente o istituzione coinvolta ha depositato due memorie con relativa richiesta risarcitoria, una in rito abbreviato (per il capo 1, associazione a delinquere di stampo mafioso) e una, più complessa dal punto di vista del calcolo, per il rito ordinario (i reati fine o reati comuni con l’aggravante mafiosa).

La mattinata si è aperta con il legale Marco Zito, dell’avvocatura di Stato, che rappresenta la Presidenza del Consiglio (500mila euro), il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’interno e l’Agenzia delle Entrate, che «può procedere facendo valere il principio del danno patrimoniale e del danno d’immagine rispetto agli altri contribuenti».

A proposito di fatture false e frodi carosello, secondo Zito «si è assistito ad una massiccia evasione fiscale: la ’ndrangheta strozzava al sud per investire al nord».

Per l’avvocato della Regione Emilia-Romagna Alessandro Gamberini – che ha chiesto un risarcimento di un milione di euro per l’abbreviato e quasi il doppio (da 25mila a 50mila euro per singoli reati fine) per l’ordinario – «non c’è bisogno di sottolineare la misura del danno sul territorio, né la gravità di un’infiltrazione che ha coinvolto imprenditori, professionisti, esponenti delle forze dell’ordine e giornalisti».

Ha avanzato la domanda di 500mila euro per Confindustria nazionale, più 100mila euro di provvisionale, e una cifra da quantificare per l’associazione Borsellino, l’avvocato Francesca Cancellaro, in sostituzione dell’avvocato degli industriali Alfredo Galasso, con la motivazione che «la libertà di iniziativa economica è stata compromessa ampiamente».

L’avvocato Cancellaro ha indicato i quattro indici “spia” della presenza della cosca sul territorio: «Longevità (da metà anni ’90), ampiezza dell’area grigia, radicamento e grado di permeabilità, infine specifica aggressività criminale».

In conclusione della sessione mattutina le richieste degli enti locali: 500mila euro per la Provincia di Reggio Emilia e 300mila per i Comuni di Bibbiano, Gualtieri, Reggiolo e Montecchio in abbreviato, più 50mila euro per singoli reati fine in ordinario.

Cifra più elevata (500mila euro) per Brescello che, essendo un municipio sciolto per mafia, ha «un’etichetta che incide fortemente sull’identità culturale dell’ente, con un danno enorme – ha affermato l’avvocato Fisher – Nel nostro immaginario, il maxiprocesso si apre con l’articolo di Giovanni Tizian dedicato a Brescello dal titolo “Addio Peppone, ora c’è la mafia” su L’Espresso del 20 febbraio 2012».

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