Reggiane, spazi in vendita I pagamenti fino al 2038
Presentato il bilancio 2017 della Stu, la società di trasformazione urbana Il Parco dell'innovazione pienamente operativo entro la fine del 2022
REGGIO EMILIA . Un “buco” di 5,3 milioni a bilancio, che in realtà tuttavia non c’è. E il termine della stipulazione dei contratti di locazione e vendita nel 2038, ovvero quando le aziende insediate negli spazi dei capannoni avranno finito di pagarli. Si può riassumere così il bilancio 2017 della Società di trasformazione urbana (Stu) Reggiane, formata da Comune e Iren rinnovabili, al timone del progetto del Parco dell’innovazione nei capannoni delle ex officine Reggiane e della riqualificazione del quartiere di Santa Croce. Nel bilancio approvato dall’assemblea dei soci lunedì scorso, si registra infatti una perdita di 5,3 milioni. Ma, per l’ad della Stu, Luca Torri, di un passivo «puramente cartolare», dovuto ai complessi meccanismi di calcolo imposti alla società dalla sua particolare natura pubblico-privata. Il bilancio è stato presentato al Tecnopolo: un’occasione per fare il punto sul portafoglio di progetti e sulla bonifica delle ex Officine, iniziata lunedì per concludersi fra circa un mese. Sul fronte riqualificazione, il 2017 è stato l’anno dell’avvio dei lavori relativi al Capannone 18, che verrà consegnato entro l’estate, e la realizzazione di piazzale Europa, consegnata lo scorso aprile, entrando così nel pieno delle attività di sviluppo.
I dati del bilancio rappresentano una situazione stabile e in linea con il programma prefissato, come spiega lo stesso Torri: «Si può facilmente evincere dai dati come la valorizzazione degli interventi ancora in corso, circa il 40% del totale, siano stati gestiti secondo i corretti principi contabili e si allinea con il ricavo totale che si avrà una volta venduti e affittati gli spazi. I costi totali sono di 35,1 milioni e risultano superiori ai ricavi che invece ammontano a 22 milioni, comportando la necessità di svalutare il valore delle rimanenze lavorative anno per anno in proporzione all’avanzamento dei lavori».
Questa differenza tra costi di realizzazione e ricavi, pari a 13,1 milioni, è assicurata dai contributi erogati da ministero delle Infrastrutture e Regione al Comune, che provvede poi a versarli alla Stu sotto forma di aumento di capitale; così operando si crea una perdita tecnica di 5,3 milioni dovuta al fatto che la prestazione non avviene in qualità di ricavo, pur entrando effettivamente in cassa, ma di capitale sociale ed è quindi necessario un successivo abbattimento che servirà a ripianare la presunta perdita. Il processo pare complicato ma in realtà garantisce l’equilibrio in modo stabile fino alle scadenze previste per la fine del progetto, nel 2022, e il termine dalla stipulazione dei contratti di locazione e vendita nel 2038, come confermato dal professor Pier Luigi Marchini, docente di Economia dell’Università di Parma, che si è occupato della revisione di dati e operazioni. «Gli obiettivi di riqualificazione non sono solo banali trasferimenti di aziende – dichiara il presidente di Stu Reggiane, Giulio Santagata – Vogliamo anche uno sviluppo qualitativo che concerne l’aspetto umanitario e sociale non un’operazione immobiliare. Attrazione e opportunità sono alla base del Parco Innovazione. Un elemento determinante è che si è operato in modo completamente diverso rispetto alle aziende italiane consorelle, utilizzando un modello amministrativo unico di partecipazione del capitale e con quote maggioritarie che vengono dai privati». Le sue parole vengono condivise dall’assessore alle Partecipate, Daniele Marchi: «È innovazione nell’innovazione. Questo progetto è voluto fortemente pur non essendo semplice. Grazie alla sinergia e alla collaborazione sta evolvendo sempre di più». Torri ha annunciato che il padiglione 18 è già al completo grazie all’acquisto degli spazi da parte di 6 aziende, internazionali e non, e dai contratti di locazione con Unimore e Rei Lab, che dall’1 agosto inizieranno il trasferimento. A fronte della realizzazione del Tecnopolo e dell’avanzamento dei lavori nei capannoni 18 e 17, si avvierà una nuova fase che comprende interventi a Santa Croce e l’apertura di viale Ramazzini: il progetto “Riuso” interesserà attività sociali, culturali e sportive, così da portare vitalità e aumentare la rete di collegamento tra quartiere e città.
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