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«Rischio crolli ed eternit per i detriti del cantiere»

di Alessandro Zelioli e Miriam Figliuolo
«Rischio crolli ed eternit per i detriti del cantiere»

San Polo, i residenti di via Matilde esasperati da polvere e smottamenti I lavori di demolizione sono iniziati nel 2016. Da allora, scattati numerosi controlli

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SAN POLO. Una vecchia casa abbattuta. Un mucchio di rottami che, a detta dei residenti, cresce ogni giorno, anche ora che la demolizione è terminata. Una ditta il cui nome scompare dai cartelli, assieme alle informazioni riguardanti il cantiere.

Il quartiere – noto come i “Parioli”, perché i cittadini di San Polo in quella zona hanno sempre ritenuto vivessero i benestanti, associandola per questo al noto quartiere di Roma – sembrerebbe diventato una discarica a cielo aperto.

«Quando soffia il vento – affermano gli abitanti – dobbiamo tenere chiuse le finestre per la nube di polvere che si alza. Questa zona è soggetta a ventilazione quotidiana, ma la polvere che si alza rende le nostre case dei ricettacoli di polvere. Le auto che rimangono in cortile, sono piene di sabbia».

«Senza dimenticare il rischio di crollo della montagna di rottami...». A parlare sono i cittadini del quartiere di via Matilde di Canossa, che segnalano una situazione sempre più pesante. Chiedono di restare anonimi per timore di «ripercussioni».

«Da quando quella villa dell’800 è stata abbattuta, non viviamo più sonni tranquilli. I rottami di quella casa sono stati accatastati pericolosamente, senza le necessarie coperture e senza la messa in sicurezza necessaria. Solo dopo diverse segnalazioni all’Arpa, al Comune e ai vigili, sono stati messi alcuni teli di plastica. Ma i rottami sono ancora scoperti».

Ma cosa è successo?

«A inizio 2016 una ditta ha demolito la villa. Noi ci siamo anche chiesti se fosse necessario perché quella struttura aveva probabilmente anche un valore storico che si poteva mantenere. Inoltre, sui tetti, c’era eternit del quale nessuno conosce la fine. Abbiamo anche il sospetto che sia stato lasciato sotto i rottami. Anzi, in paese c’è una persona nel cui bosco sono stati ritrovati negli stessi giorni della demolizione, lastre di eternit».

Avete avvisato il Comune di questi problemi?

«Sì, abbiamo inviato diverse email con la Pec, siamo andati a parlare con le persone competenti e con il vicesindaco Edmondo Grasselli, in prima persona, si è più volte interessato della cosa. Purtroppo, quanto ottenuto non è sufficiente a farci stare tranquilli».

Cosa temete?

«Ripercussioni. Perché, ad esempio, sono scomparse tutte le voci nel pannello davanti il cantiere? Non si sa chi sia la ditta della quale, da qualche mese, non si vede più nessuno. La villa è stata demolita e ora, come per magia, sono comparsi dei sanitari moderni e dei mattoni che certamente non fanno parte di quello stabile. Ma c’è di più».

Che cosa?

«Questo quartiere ospita delle attività commerciali che hanno stipulato una convenzione con enti legati al mondo della disabilità che sfruttano quell’area sotto la montagna di rottami come parcheggio. In quel cortile giocano anche bambini... A seguito di opere derivanti dalla demolizione, quella montagna ha già ceduto, procurando danni alle aree cortilive circostanti. Non si può andare avanti così».

Alla denunce dei residenti risponde il sindaco Mirca Carletti, non risparmiando qualche stoccata. «Tutte supposizioni. La casa abbattuta non aveva alcun pregio storico. Nell’area c’è in atto una demolizione e una ristrutturazione per le quali esiste una specifica autorizzazione del Comune per la durata della quale i laterizi possono rimanere lì. Le segnalazioni dei cittadini ci sono ben presenti e, da parte dell’ufficio tecnico comunale e della polizia municipale, sono scattati diversi controlli, sia per verificare i rischi di crolli, sia per l’eternit, e anche per verificare se i detriti ostruissero un corso d’acqua. Tutto negativo. Abbiamo svolto un servizio fotografico che ha escluso il conferimento di detriti derivanti da altre demolizioni, almeno durante il giorno. E che a San Polo ci sia tutto questo vento... Ripercussioni? In questo caso dovrebbero intervenire le forze dell’ordine».

Il sindaco conclude con un’esortazione: «L’invito è: fare segnalazioni dirette e ben circostanziate. In tal caso scatteranno altri controlli. A questo punto li faremo senz’altro sui cartelli del cantiere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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