Gazzetta di Reggio

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Sicrea Spa cambia pelle per tornare una coop

di Enrico Lorenzo Tidona
Sicrea Spa cambia pelle per tornare una coop

Acquisita la fiorentina Cla: obiettivo 200 milioni di ricavi nel giro di 3 anni. Luca Bosi: «Primo ingrandirsi, poi rinsaldare fiducia nel mutualismo»

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REGGIO EMILIA. Sicrea deve crescere nelle costruzioni ma servono spalle grosse. Per farlo sta sbarcando in Toscana con l’ennesima acquisizione, quella della Cooperativa L’Avvenire 1921 (Cla) di Montelupo Fiorentino (Firenze), sempre sotto l’egida di Legacoop. «Crescere è una necessità per affrontare gli investimenti chiesti dal mercato» assicura il presidente Luca Bosi, messo nel 2013 a capo della Spa diventata la scialuppa di salvataggio creata dalla cooperazione rossa per salvare i rami sani delle coop di costruzioni schiacciate dalla crisi.

Dopo la débacle che ha distrutto migliaia di posti di lavoro e fatto sparire colossi come Unieco e Coopsette, sembra tornare il sereno. Ma al di là dei numeri, la ciliegina sulla torta sarebbe il passaggio di Sicrea da società di capitali a cooperativa. Un ritorno alle origini che per ora rimane sullo sfondo, perché prevede il via libera dei dipendenti, molti dei quali già scottati dal fallimento delle coop di provenienza. Rinsaldare la fiducia riattivando attività sociali e strumenti come il prestito è compito arduo. Ma Bosi non ci rinuncia, come ci racconta accompagnato da Rossana Mori, presidente di Cla e futura vice presidente di Sicrea, con la quale lancia «il new deal dell’edilizia». «Dobbiamo arrivare a un processo di mutualizzazione di Sicrea - spiega - ma per farlo i dipendenti devono voler diventare cooperatori attivi. Già tanti vogliono tornare soci ma faremo un passo per volta».

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CRESCITA A DOPPIA CIFRA. Intanto c’è il salto industriale impostato da Sicrea, che è ambizioso: nel giro di tre anni punta a un fatturato di 200 milioni (+46 milioni rispetto a oggi), a quota 200 dipendenti (+62 addetti) e ad aprire nuove sedi operative a Empoli e Potenza. Un balzo che ne allargherà il perimetro, facendola diventare un big del settore partendo da una terra, l’Emilia, ferita nel profondo, che ha visto sparire in serie Cmr Reggiolo, Orion Cavriago, Unieco Reggio, Coopsette di Castelnovo Sotto, Cdc di Modena, San Possidonio. Solo per fare i principali nomi dei crac che hanno trafitto la cooperazione rossa di casa nostra, decisa ora a costruire un ponte con quella Toscana portando Cla sotto l’ombrello di Sicrea. Si tratta di una cooperativa che opera nel settore delle costruzioni e del facility management finita in liquidazione e che conferirà le attività insieme a 28 dipendenti su 80. «Gli altri hanno potuto contare sulla mobilità incentivata - spiega Mori - e grazie a un accordo sindacale possiamo assumere attingendo da quel bacino. A Empoli apriremo una sede operativa della neonata Sicrea Toscana».
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RITORNO ALLE ORIGINI. Si tratta di un importante rafforzamento sul piano strategico e finanziario, punto di partenza per tracciare il percorso che prevede il ritorno di Sicrea Group nell’alveo della cooperazione. Un piano triennale di sviluppo con una quota in aumento del lavoro all’estero dopo essere già sbarcati Africa con la creazione nel 2017 di Sicrea Dakar. Per volumi di fatturato, si getterebbero così le basi per la nascita del terzo soggetto cooperativo italiano del settore oggi presente con cantieri in 14 regioni in Italia. «Vogliamo ampliare la presenza operativa e commerciale su tutto il Paese - sottolinea Bosi - Questo avverrà all’interno del progetto che abbiamo chiamato Coopincostruzione, che manterrà sede e centro operativo tra Modena e Reggio Emilia e avrà ad Empoli una nuova unità territoriale. Mentre a Roma ha sede l’ufficio commerciale, ed è in previsione l’apertura di una seconda unità territoriale a Potenza che servirà il Sud Italia. Per Sicrea è un cambio di passo: spostiamo il baricentro e dentro un quadro come questo puntiamo a rigenerare il movimento cooperativo. Per questo Sicrea lascia la porta aperta affinché si aggiungano altre cooperative del settore. Con alcune ci sono già contatti».

STOP AGLI APPALTI. Il cda passerà così a 7 membri. «Entra Rossana, che è una persona di grande qualità e che ci aiuterà ad essere più attivi su un mercato che si è certamente ridimensionato, sul quale giocheremo la carta della specializzazione - è il benvenuto tributato da Bosi - Diventiamo più grandi ma non saremo un general contractor. Puntiamo ai project financing. La settimana scorsa abbiamo acquisito in project i lavori per il Palazzetto di Sanremo, Cla quello per la rsa a Montaione e si sta discutendo per l’ampliamento dello stadio dell’Empoli calcio». «Tramite la controllata Cla Service - aggiunge Mori - saremo in grado di offrire servizi tecnici propedeutici alla costruzione stessa ma anche gestione di immobili che hanno un valore aggiunto. A Pisa, ad esempio, gestiamo uno studentato con 800 posti per universitari».

I SOCI RICAPITALIZZANO. Questa Sicrea vitaminizzata ha però bisogno di benzian per sostenere gli investimenti. «Aumenteremo sensibilmente il capitale sociale che ora è di 6,6 milioni di euro - dice Bosi - chiederemo i soldi in primis ai nostri soci del sistema cooperativo, come Par.co, così come a Coopfond».
 

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