Coopsette, l’ex capo veglia sui salvataggi
Fabrizio Davoli “torna” a Reggio con Cla Service, acquisita da Sicrea e mantiene il posto di consigliere in Holmo (Unipol)
REGGIO EMILIA. Fabrizio Davoli torna idealmente a casa. Sei mesi dopo il crollo dalla “sua” Coopsette, il presidente della coop delle costruzioni di Castelnovo Sotto aveva trovato infatti un posto di prestigio, diventando presidente del consiglio di gestione della cooperativa L’Avvenire 1921 (Cla) di Montelupo Fiorentino (Firenze), finita purtroppo in liquidazione volontaria, ma da pochi giorni acquisita da Sicrea, l’ex Cmr di Reggiolo, che sta raccogliendo i pezzi sani dopo la crisi delle coop.
La stessa Cla era una sorta di scialuppa di salvataggio ideata dalla cooperazione rossa riunita in Legacoop, che l’aveva costituita nel 2012 dalla scissione per concordato in continuità di una delle più vecchie cooperative di produzione e lavoro della Toscana, ovvero il Consorzio Etruria, con la quale Davoli aveva incrociato il destino manageriale ai tempi del maxi appalto per la Tav di Firenze, quello del valore monstre di 700 milioni di euro, vinto clamorosamente da Coopsette ma terminato tra inchiesta giudiziaria e crisi della coop.
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Altri anni, altri appalti, stessi intrecci. La continuità manageriale ai vertici delle cooperative è infatti un segno distintivo, al di là delle vicissitudini delle aziende. A vegliare ora sul maxi piano di salvataggio delle cooperative crollate con la crisi dell’edilizia spunta quindi Davoli. Il «new deal» dell’edilizia annunciato in queste ore da Luca Bosi, presidente di Sicrea, si chiama Coopincostruzione, e porterà dentro al cda dell’ex Reggiolo Rossana Mori, presidente di Cla in coabitazione negli ultimi due anni con Davoli, il quale ha tenuto per se lo scranno di consigliere di Cla Service, società controllata dalla casa madre, considerata un piccolo gioiellino, specializzata nella gestione di gare e strutture, che finisce così in pancia a Sicrea.
Davoli, ex presidente di Coopsette, la più grande di tutte le coop finita in frantumi, ha tentato fino al 2015 di salvare quel colosso da una passivo da 790 milioni di euro, senza però riuscirci, buco dentro il quale sono finiti 580 posti di lavoro e 10 milioni di prestito sociale. Il suo nome torna ora in auge a Reggio Emilia proprio grazie all’operazione di Sicrea, che acquisendo Cla rimette l’accento sul manager della bassa reggiana, pescato dal mazzo in giovane età dallo storico presidente di Coopsette, Donato Fontanesi.
Dopo l’oblio seguito alla liquidazione coatta di Coopsette, Davoli in verità aveva già rimesso piede sullo scacchiere delle costruzioni reggiane. Con lui presidente, la fiorentina Cla si era aggiudicata la costruzione del grande involucro in area nord a Reggio Emilia nel quale ha trovato posto il negozio a marchio Decathlon.
Un appalto privato da 2 milioni di euro che aveva riallacciato il suo destino a quello della sua terra natale. Alla sua società di consulenza, la Fdi Consulting, ha sempre affiancato posti di rilievo nelle coop. Resta infatti consigliere di Holmo spa, secondo azionista diretto con un 6,667% della holding assicurativa Unipol, la corazzata finanziaria che anche quest’anno ha distribuito 24 milioni di dividendi ai soci, cooperative rosse in primis. Non certo un ripiego, ma uno scranno dettato dalla piena fiducia dei vertici del sistema che hanno sempre riposto in Davoli e nelle sue capacità. Ad oggi gli resta poi un altro scranno come consigliere della Cimiteri di Calenzano spa, altra società controllata da Cla, la quale non è ancora chiaro se entrerà nel perimetro del gruppo Sicrea. L’unica certezza è l’acquisizione di Cla per affitto del ramo d’azienda, operazione che consolida Sicrea sul territorio nazionale e trova nuova spinta nella conquista di un asse tosco-emiliano sul quale l’invio di Davoli nel 2016 deve avere avuto un suo peso strategico e sembra aver offerto ora i frutti sperati.
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