Dall’intolleranza all’amore senza età
Nato a Vittorio Veneto il 3 agosto 1929, Giancarlo Gentilini lavora nell’ufficio legale di Cassamarca (poi Unicredit) fino alla pensione. Elettore della Dc, aderisce alla Lega e nel dicembre 1994...
Nato a Vittorio Veneto il 3 agosto 1929, Giancarlo Gentilini lavora nell’ufficio legale di Cassamarca (poi Unicredit) fino alla pensione. Elettore della Dc, aderisce alla Lega e nel dicembre 1994 viene eletto sindaco a Treviso. Anticomunista e sponsor della «tolleranza zero», fa rimuovere le panchine dei giardini di Treviso per eliminare la presenza extracomunitaria. Il 14 dicembre 1998 viene rieletto sindaco. Alle elezioni del 25 maggio 2003 viene eletto consigliere con 3.235 voti, quindi nominato vicesindaco, ruolo riconfermato nel 2008. Ideatore dell'ordinanza che vietava il centro ai cani, è sempre stato un sostenitore dei giovani e della centralità della sua Treviso. Autonominatosi più volte “lo sceriffo” dalle città della Marca, ha vissuto fasi alterne nella Lega. La procura di Venezia ha aperto un fascicolo su di lui per dichiarazioni fatte alla festa della Lega a Venezia nel 2008 con l'ipotesi di reato di istigazione all'odio razziale. Nel 2009 fu condannato con rito abbreviato. Gentilini non ha mai perso la passione per la politica nonostante Treviso, roccaforte leghista, sia passata nel 2012 al Pd. È rimasto vedovo lo scorso ottobre. Sua moglieTeresina Pini, sposata nel 1962, è mancata a causa di una malattia. Lo sceriffo si è detto incapace di stare solo e dopo il grave lutto si è riavvicinato alla sua futura sposa, che lo ha sostenuto emotivamente nei momenti di difficoltà.
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