Delmonte (Lega) sul Parco «Sì solo a un serio rilancio»
MONTECCHIO. «O il Comune di Montecchio ha un serio piano di rilancio del Parco Enza o vuole subentrare nella concessione solo per tappare i “buchi” lasciati dal Pd». Non la manda a dire il...
MONTECCHIO. «O il Comune di Montecchio ha un serio piano di rilancio del Parco Enza o vuole subentrare nella concessione solo per tappare i “buchi” lasciati dal Pd». Non la manda a dire il consigliere regionale della Lega Nord, il montecchiese Gabriele Delmonte secondo il quale «la proposta della giunta di subentrare direttamente nella gestione dell'area è positiva per la collettività montecchiese a patto, però, che venga supportata da un piano di rilancio dell'area a vantaggio di tutta la cittadinanza e non venga abbandonata delle associazioni di volontariato locali, chiamati a far fronte da soli a quanto invece dovrebbe essere di competenza dell'amministrazione».
Nella seduta di mercoledì prossimo, il consiglio comunale di Montecchio dovrà votare la proposta di acquisire la titolarità della concessione demaniale dell'intera area del Parco Enza. «Sia chiaro – prosegue – Delmonte – si tratta di un patrimonio verde di grande importanza per tutta la comunità, pertanto, di per sé la proposta sarebbe più che positiva. Purtroppo temo che dietro a questa proposta ci sia un’altra verità: le difficoltà economiche in cui versa il Partito Democratico che non gli consentono di mantenere la concessione dell'area che costa, solamente di affitto, 20mila euro all'anno, tant'è che proprio a causa della carenza di liquidità oggi le strutture e le attrezzature interne al Parco Enza hanno urgente bisogno di interventi di manutenzione. Ebbene, senza presentare un piano di riqualificazione e rilancio dell'area adeguati, oggi la maggioranza guidata dal sindaco Paolo Colli intende proporre il subentro dell'amministrazione al Pd nella gestione dell'area. In altre parole: la giunta Colli sta chiedendo alla comunità di supportare lo sforzo economico necessario per acquisire un'area che, a bocce ferme, continuerà ad essere ad uso e consumo dei volontari del Pd per le loro attività a sfondo politico». «Pertanto – conclude – ben venga l'acquisizione della concessione nelle mani del Comune, ma solo a patto che ci un piano di rilancio che vada a vantaggio di tutta la comunità».
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