«Era un ragazzo educato e gentile»
Il ricordo dei colleghi della sicurezza dell’Italghisa, sotto shock le automobiliste
REGGIO EMILIA. Un ragazzo cordiale, sempre disponibile a dare una mano, entrato nel cuore di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo. Era così Emanuele Turrini, il 25enne morto ieri mattina dopo un incidente in scooter a Rivalta.
E così lo ricordano i dipendenti della “Security service investigatons” (Sis), la ditta che si occupa della sicurezza alla Fonderia Italghisa. Emanuele infatti, dopo aver conseguito il diploma presso l’istituto di meccatronica “Its Maker”, lavorava da qualche tempo a Vezzano, in una cooperativa del posto. Ma oltre al lavoro si dava da fare in tante altre cose. Aiutava ad esempio il fratello, Maurizio, in alcuni lavori di giardinaggio e, soprattutto, collaborava con l’Italghisa come parcheggiatore durante le serate. Qui in breve tempo era diventato un elemento indispensabile nel gruppo di addetti alla sicurezza.
«Lavorava spesso con noi – lo ricordano con affetto e commozione i ragazzi della Sis – faceva il parcheggiatore e ci teneva molto a far parte del gruppo. Saremo senza dubbio tutti presenti al suo funerale».
A essere sotto shock, oltre ai parenti e agli amici di Emanuele, sono anche le due automobiliste che erano guida delle macchine contro cui si è scontrato il ragazzo. Due donne reggiane di 46 e 50 anni che, assieme agli altri automobilisti, si sono subito fermare per tentare di aiutare il giovane. Purtroppo, inutilmente. (l.g. e d.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
