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Reggio Emilia, risparmiatori in piazza per lo scandalo diamanti

La manifestazione organizzata da Federconsumatori martedì in via Roma Nel mirino la Banca Popolare di Milano, «l’unico istituto a non averci risposto» 


26 maggio 2018 di Adriano Arati


REGGIO EMILIA. Una manifestazione in strada contro la Banca Popolare di Milano, l’erede del Banco San Geminiano e San Prospero, «l’unico istituto a non aver ancora dato una risposta sul caso dei diamanti». Va all’attacco a pieno carico la Federconsumatori reggiana, che martedì 29 maggio chiama a raduno i risparmiatori di tutta la Regione rimasti coinvolti nella sempre più intricata vicenda degli investimenti in diamanti, esplosa nell’autunno scorso.

Protagoniste due agenzie di vendita diamanti, la Dpi e la Idb presieduta dal reggiano Claudio Giacobazzi, suicidatosi pochi giorni fa. Con loro, quattro istituti di credito che hanno fatto da intermediari fra i loro clienti e le società di vendita: Banca Popolare di Milano, Intesa, Mps e Unicredit.

A Reggio sono centinaia le persone rimaste invischiate nel problema. Per questo Federconsumatori ha deciso per l’accelerata. L’appuntamento è per le 10 di martedì 29 maggio all’inizio di via Roma, all’ingresso della storica sede del centro cittadino del Banco San Geminiano e San Prospero, oggi parte – dopo una lunga serie di fusioni e accorpamenti – del gruppo Banca Popolare Milano.

La chiamata in piazza non riguarda solo Reggio ma è rivolta a tutta l’Emilia-Romagna, tramite il coordinamento delle varie sezioni di Federconsumatori. La speranza è di ottenere un confronto almeno con i dirigenti locali dell’istituto. Se non vi fossero reazioni considerate soddisfacenti, Federconsumatori è già pronta a replicare con un presidio nazionale a Milano, nella sede principale della banca in via Meda, convocando risparmiatori di tutta la nazione.

Il primo passo è quello reggiano, nel cuore del problema. Reggio e Modena, territori legatissimi al vecchio “Banco dei Santi”, sono fra le province con il maggior numero di utenti coinvolti. E l’istituto in questione è quello ad aver dato ad oggi minori riscontri.

«La Banca Popolare di Milano è l’unica a non aver dato risposte, e dire che di tentativi ne abbiamo fatti, e non aver avviato i risarcimenti del capitale per i loro clienti. E gli utenti di questa banca sono la maggioranza fra i cittadini che si sono rivolti a noi. Non è stato aperto nessun tavolo e ora vogliamo cercare di smuovere le acque con questa manifestazione», hanno spiegato ieri i referenti della Federconsumatori reggiana: il presidente Giovanni Trisolini, il vice Rino Soragni, la direttrice Lucia Lusenti e la consulente legale Agnese Maggio. Un presidio frontale è abbastanza inusuale, ma questa volta si è scelta la strada frontale.

«Abbiamo chiamato consumatori di tutta la regione, il 29 maggio speriamo di poter far incontrare i dirigenti con una delegazione di persone che stiamo seguendo, sono loro ad averci chiesto di andare avanti. Finora nessuno ci ha mai risposto. In compenso, il prefetto ci incontrerà: non potrà essere presente il 29, ma la vedremo nel pomeriggio del 30 maggio», spiegano. «Se non ci saranno riscontri, andremo alla manifestazione nazionale. Perché questa banca si comporta diversamente dalle altre? Crediamo che sia quella più esposta, si parla di circa 600 milioni di euro investiti in diamanti da clienti della Banca Popolare di Milano».
 

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