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Decreto Gabrielli, corteo “blindato” ma dalla burocrazia

di Carlotta Curti
Decreto Gabrielli, corteo “blindato” ma dalla burocrazia

Quattro Castella: le norme di sicurezza non fermano la festa Più che blocchi agli accessi e controlli pesano le “scartoffie”

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QUATTRO CASTELLA. È entrata nel vivo ieri, con il torne del Bianello che ha visto protagonisti gli sbandieratori e lo sarà ancora di più oggi con la rappresentazione dell’incoronazione di Matilde, il Corte Matildico di Quattro Castella, giunto quest’anno alla cinquantatreesima edizione e articolato in ben quatto giornate di festa.

Ma quest’anno, gli occhi sono puntati anche alla sicurezza e soprattutto alla gestione dell’applicazione del Decreto Gabrielli, che in provincia ha fatto saltare più di un appuntamento: non ultimo, la notte bianca di Cavriago, per i costi e le difficoltà che impone.

La Circolare del 7 giugno 2017 fornisce precise norme in materia di gestione degli eventi in cui sia previsto un forte afflusso di pubblico. E se da una parte c'è chi sostiene che grossi problemi organizzativi non ce ne siano stati e che il Comune di Quattro Castella abbia dato il supporto richiesto, qualche lamentela non manca.

I referenti del Comitato Matildico, che opera in nome e per conto del Comune di Quattro Castella, spiegano che sì, il decreto ha portato sicuramente un aggravio di costi, nonché una responsabilità legale e civile non scontata, «ma è pur vero che il Comune è venuto incontro alla manifestazione», con la nuova illuminazione e con l'affiancamento di un architetto che seguisse tutte le pratiche. Oltre a questo, non è mancata la collaborazione di tutte le contrade. Anche se dal Comitato si augurano «che la manifestazione continui a essere un'attività di volontariato, non soggetta ad agenzie o privati».

Non negano che ci sia stata qualche difficoltà i responsabili delle varie contrade.

Fino all’ultimo spiegano che ci sono stati problemi con i documenti da presentare: a mano a mano che si avvicinava l’evento spuntavano cose nuove da fare per essere in regola. La documentazione prevista richiedeva infatti un fascicolo tecnico (di 80 pagine circa) e una modulistica redatta e richiesta dal comitato matildico dove è espressamente richiesto l'utilizzo di guanti, caschi e scarpe antiinfortunistiche, tutti i vari attestati dei corsi svolti dai membri della rispettiva contrada (primo soccorso, antincendio, montaggio e smontaggio bombole gas), oltre che le piantine e i progetti dei vari accampamenti, fotocopie di polizze assicurative e decine di altri fascicoli. Tutto questo a carico non del Comune, ma delle associazioni stesse, per una stima di 4.000-5.000 euro a contrada, pena l’esclusione.

Anche a sentire gli spettatori, sembrerebbero controlli un po’ troppo rigidi quelli imposti dal Decreto, trattandosi di un paese come Quattro Castella. Non sfugge inoltre la presenza di personale qualificato come protezione civile, operatori antincendio, polizia municipale e croce rossa. Inoltre, sono stati posizionati anche ostacoli fisici con sbarre ai vari ingressi e dei serbatoi d’acqua all'ingresso di piazza Dante, vicino al parcheggio.



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