«Turisti a Reggio Emilia? Non c’è neanche un cartello...»
Fausto Giovanelli, presidente del Parco dell’Appennino: «Siamo una risorsa dell’Unesco ma solo ai reggiani non interessa»
REGGIO EMILIA. «Turisti a Reggio? Non si riesce nemmeno a mettere un cartello che indichi dove andare per raggiungere il Parco, che è un patrimonio Unesco». Giura di non voler far polemica. Ma, in fondo, non riesce a nascondere il disappunto. Così Fausto Giovanelli, presidente del Parco dell’Appennino tosco-emiliano, commenta l’esclusione di attrazioni reggiani dalle nove meraviglie emiliano-romagnole indicate dalla guida Lonely Planet, che ha eletto la nostra regione come destinazione Best in Europe 2018, collocandola al vertice della classifica dei luoghi imperdibili davanti a Cantabria (Spagna) e Friesland (Olanda), dopo averla già indicata come unica regione in Italia considerata destinazione ideale per i soggiorni culturali in famiglia anche per il Best in Travel 2018.
Sul sito internazionale di Lonely Planet, nella scheda che riguarda Reggio Emilia si legge che la nostra città è «una comoda base per le sortite a sud, nella migliore attrazione naturale della regione, il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano». Parole che fanno masticare amaro Giovanelli, per il quale il patrimonio rappresentato dal Parco non viene adeguatamente valorizzato. «Basterebbe un cartello lungo l’autostrada, al casello o alla Mediopadana – dice – ma non si riesce a fare nemmeno quello, nonostante adesso con la nascita della Destinazione Emilia le cose vadano meglio, bisogna riconoscerlo».
Per Giovanelli, «Reggio fatica un sacco ad accorgersi di avere sul territorio un Parco Nazionale, che Lonely Planet definisce “la migliore attrazione naturale della regione”, che è una riserva uomo e biosfera dell’Unesco. Li considera entrambi lontani e cose di altri, anche se si vedono ad occhio nudo da tante finestre, balconi e strade della città. Quando dico Reggio non intendo tutti, ma intendo i più e ci metto dentro il senso comune le associazioni d’impresa, le istituzioni, la cultura prevalente e ovviamente anche i media».
Per questo motivo, secondo il presidente del Parco, «non ci si deve meravigliare se Lonely Planet “vede poco” Reggio e la sua provincia. È Reggio stessa che non la vede e non si vede». E ancora: «Il riconoscimento “Unesco uomo e biosfera” dovrebbe essere in evidenza sull’autostrada: Mantova Parma e Ferrara ce l’hanno. Dovrebbe anche essere messo in evidenza alla Mediopadana e alle uscite sud della città. È un riconoscimento che abbiamo da 3 anni. Così come il Parco lo abbiamo da oltre 10 anni. Ma a Reggio la visione sul turismo, al contrario di quella sulla manifattura, si guarda l’ombelico. Spero proprio che questo schiaffo di Lonely Planet faccia aprire porte e occhi. Ho fiducia nella nuova destinazione turistica, ma devono muoversi anche altri livelli delle istituzioni e della società». (e.spa.)
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