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A 13 anni devastò la scuola con due complici minorenni

CADELBOSCO SOPRA. Vetri rotti, muri e pavimenti imbrattati con i toner delle stampanti, gli estintori svuotati sui pavimenti, il lancio di una grossa fotocopiatrice giù per le scale, aule imbrattata...

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CADELBOSCO SOPRA. Vetri rotti, muri e pavimenti imbrattati con i toner delle stampanti, gli estintori svuotati sui pavimenti, il lancio di una grossa fotocopiatrice giù per le scale, aule imbrattata e a soqquadro, senza parlare del furto dei computer e di altra attrezzatura, a partire dalle lavagne Lim. Quando, il 7 marzo 2017, i bambini della scuola primaria Marconi di Cadelbosco di Sotto affollarono i cancelli per l’ingresso, furono rimandati a casa: impossibile fare lezione in un edificio così devastato da vandali particolarmente violenti. I sospetti dei carabinieri del paese, guidati dal maresciallo Pietro Castrich, in collaborazione della compagnia di Guastalla guidata dal maggiore Luigi Regni, si concentrarono subito su quel 13enne problematico già noto. A casa sua era stato trovato uno dei computer rubati a scuola, poi restituito, così come altri computer rinvenuti a casa dei complici, due fratellastri di 14 e 17 anni. Increduli i genitori, ma impassibili i tre, che dopo aver ammesso il blitz avvenuto un sabato sera intorno alle 21, si erano trincerati dietro un silenzio condito di spalvaderia.

Con l’accusa di concorso in furto e danneggiamento aggravato, i due fratelli erano stati denunciati alla Procura del Tribunale dei minori di Bologna. Il 13enne era stato solo segnalato perché, essendo minore di 14 anni, per la legge italiana non imputabile. (am.p.)

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