In quasi 60.000 al FestivaLove Invasione per lo Stato Sociale
SCANDIANO. Si congeda con quasi 60mila presenze FestivaLove, la “tre giorni” che nel fine settimana ha visto l’alternarsi di decine di ospiti di livello nazionale fra le varie piazze del centro....
SCANDIANO. Si congeda con quasi 60mila presenze FestivaLove, la “tre giorni” che nel fine settimana ha visto l’alternarsi di decine di ospiti di livello nazionale fra le varie piazze del centro. Sono numeri in ulteriore crescita rispetto ai già buoni risultati degli anni passati. Nel 2018 sono stati stimati 58mila visitatori, divisi fra 17mila dil venerdì, 30mila nella giornata clou di sabato e 11mila nella giornata conclusiva di domenica. Vanno poi aggiunte circa 5 mila persone transitate dall’altrettanto denso programma di eventi anticipatori, andati in scena da sabato 19 a giovedì 24 maggio. Le 58mila presenze rappresentano un 10% in più rispetto al 2017, quando il totale aveva comunque scavallato le 50mila unità. Sorridono anche le associazioni di volontariato che hanno gestito diversi stand gastronomici, e gli esercenti. In particolare la serata di sabato, complice le temperature estive, ha generato una vera invasione. Il cartellone, pensato dal Comune assieme al direttore artistico Dario Vergassola, onnipresente in ogni momento del festival, ha proposto tanti picchi. Il concerto de Lo Stato Sociale di sabato sera in piazza Fiume ha portato parecchie migliaia di ragazzi in zona, desiderosi si assistere al debutto del tour estivo, il primo della band bolognese dopo il secondo posto ottenuto a Sanremo. Anche l’altro grande evento musicale, il tributo a Ennio Morricone del flautista correggese Andrea Griminelli, affiancato da un combo jazz, ha radunato parecchi ammiratori. Fra gli incontri culturali, spicca il successo venerdì sera della filosofa Michela Marzano, che ha parlato delle possibilità dell’amore e della fedeltà davanti a più di mille spettatori, e bene sono andati anche gli appuntamenti con i volti più noti, come i giornalisti Aldo Cazzullo, Beppe Severgnini e Fabio Caressa e il regista Pupi Avati, uno degli ultimi grandi maestri del cinema italiano. (adr.ar.)
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