In vista il part-time per i 44 dipendenti del Mercatone Uno
Rubiera, manovre nel gruppo commissariato tre anni fa spezzato in due tronconi e venduto a società differenti
RUBIERA. Grandi novità in arrivo per il punto vendita del Mercatone Uno di Rubiera. I cambiamenti sono ormai certi; quello che resta da capire è se saranno positivi per i 44 dipendenti di uno dei centri commerciali storici della zona e uno dei più solidi del marchio di arredamento, dal 2015 sotto commissariamento ministeriale. Per le maestranze rubieresi l’ipotesi più accreditata, ad oggi, è quella del part-time, ma i dettagli ancora non sono stati definiti. I tre commissari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, in sella dall’aprile 2015, hanno ottenuto il via libera dal ministero per la cessione del gruppo, spezzato in due tronconi. Tredici punti vendita vanno alla teramana Cosmo, titolare del marchio di arredamento Globo. Questi negozi probabilmente cambieranno quindi denominazione. Gli altri cinquantacinque, fra cui Rubiera, sono stati invece acquisiti dalla società Shernon, costituita a fine 2017 da un gruppo di imprenditori italiani e stranieri e detenuta a propria volta da una società maltese. Alla Shernon passano anche il marchio commerciale, la logistica e la sede principale ad Imola: sarà questo gruppo a proseguire quindi l’attività con il nome Mercatone Uno. I partner sono tre aziende del settore arredamenti, la polacca Black Red White, la turca Dogtas Kelebek e l’italiana 13Casa, e saranno loro a rifornire d’ora in poi gli scaffali del Mercatone Uno. Si parla in totale di 1.867 lavoratori, e la Shernon ha già informato che per la gran parte di loro (1.696 persone) si tratterà di un part-time. È una delle condizioni inderogabili che la società aveva indicato al momento di formalizzare la proposta di acquisto e su cui non sembrano esserci grandi margini di manovra. Anche i 44 dipendenti del punto vendita di Rubiera rientrerebbero in questo pacchetto di part-time, con tutte le ricadute economiche e contributive del caso. Di garanzie per ora non ve ne sono, e questo è uno dei temi più scottanti, perché non si conoscono quali saranno le scelte occupazionali della nuova proprietà, sia a livello generale sia a livello dei singoli punti vendita. Rubiera è sempre stato un negozio relativamente tranquillo grazie alla sua solidità, ma in un contesto così rinnovato e fragile le paure sono inevitabili. Alimentato da un’altra cifra. Al 2017 il gruppo Mercatone Uno contava ufficialmente 3.400 assunti. Il piano di acquisizioni ne coinvolge in totale poco più di duemila. Qualche pensionamento e qualche licenziamento volontario ci sarà stato, ma i numeri rimangono quelli, e quindi a oggi non vi sarebbero prospettive di impiego per un lavoratore su tre, o poco meno. Senza considerare l’effetto a cascata: la riduzione del flusso lavorativo comporterebbe un calo di introiti anche per l’indotto che un punto vendita di grandi dimensioni porta con sé.
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