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Le istituzioni non lo rappresentano? Vinci si dimetta

Stefano Scansani
Le istituzioni non lo rappresentano? Vinci si dimetta

Il direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, commenta un post su Facebook del deputato reggiano della Lega Gianluca Vinci

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Una premessa che riguarda l’ambito delle buone maniere: se l’onorevole leghista reggiano Gianluca Vinci intendesse rispondermi lo faccia sulla Gazzetta di Reggio, non su un volatile social. Coraggio, articoli qui il suo pensiero.

Vengo al dunque. Il deputato-avvocato nel suo commento di lunedì su Facebook inanella tre castronerie in appena sette righe.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato eletto nella XVII legislatura al quarto scrutinio nella seduta del 31 gennaio 2015 con 665 voti (presenti-votanti 995) ovvero con il 65,9 per cento dei consensi. Ricorda? Ripassi. Il deputato-avvocato nell’invitare a ribellarsi alla “dittatura del Presidente non eletto” è responsabile di un’eversione grave, piazzaiuola e balconista. Neanche il suo segretario di partito, Matteo Salvini, è arrivato a tanto.

L’immunità è una cosa, gli spropositi sono un’altra. Vinci è un deputato, non un detonatore. E quando si esprime abbia cura della storia, rispetti i fatti, dunque i cittadini a cui si rivolge. Larghissima parte di essi non è interdetta.

Infine, se l’onorevole-avvocato non ritiene di essere rappresentato dalle istituzioni italiane, egli di conseguenza non può rappresentarle. Allora dia prova della sua ferma coerenza: si dimetta dal Parlamento, rinunci a rappresentare tutti i reggiani (nessuno escluso). E scelga un Paese extra Ue.
s.scansani@gazzettadireggio.it

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