No biomasse: «Pronti a ricorrere al Tar»
Villa Minozzo, il comitato dopo il confronto con l’amministrazione: «Tanta gente che era favorevole ora è contraria»
VILLA MINOZZO. «Toni accesi? Dopo un’ora e mezzo che non permettevano domande dai cittadini dal pubblico, qualcuno ha perso la pazienza. Su 300 persone sono stati in due o tre. Ma è stato il Comitato stesso a cercare di placare gli animi, proprio perché siamo gente seria che cerca il confronto».
Sabrina Toni, reggiana di Reggio Emilia ma con il cuore a Villa Minozzo da dove proviene tutta la su famiglia - suo zio Vilson Canovi è il referente del gruppo di cittadini – è una delle parti attive del movimento di cittadini che da quando il progetto di una centrale a biomasse si è fatta cosa concreta, hanno deciso di metterci la faccia e dire no. Replica così alle parole del sindaco di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi, che all’indomani della serata a teatro di venerdì aveva stigmatizzato i toni utilizzati durante la serata.
«Era da due mesi che, attraverso uno scambio di mail, si chiedevano all’amministrazione comunale risposte - spiega Sabrina Toni – Il Comune è sempre stato evasivo. Diceva: le troverete nel progetto. In questo arco di tempo, il comitato si è informato, ha parlato con esperti. La prima nostra preoccupazione è di natura ambientale: vogliamo difendere l’aria pulita. L’altra di natura turistica-paesaggistica: la centrale dovrebbe sorgere all’ingresso del paese, accanto alla zona sportiva, con un camino piuttosto alto. Il Comune ha sempre detto che avrebbe dovuto sostituire 12 impianti a metano. Nella riunione hanno detto che ne sostituirà soltanto due. Ma gli impianti a metano sono di 400 volte meno dannosi».
Il confronto sull’impatto ambientale durante la riunione pubblica c’è stato anche grazie alla presenza del professor Federico Valerio – un passato nell’Istituto nazionale di ricerca sul cancro di Genova, dove ha ricoperto la carica di responsabile del servizio di Chimica ambientale sino al 2012 – “ingaggiato” dal comitato. «Voglio sottolineare - spiega la Toni - che ci stiamo autofinanziando. Che siamo persone che nella vita ci occupiamo di tutt’altro, ma stiamo consultando esperti per capire. Alle evidenze poste da Valerio, dal palco non sono riusciti a controbattere». E conclude: «Alla nostra raccolta firme hanno già detto sì oltre in 400, altri ci contattano per aderire. Al termine di questa serata, molti di quelli che si dicevano favorevoli hanno detto di aver cambiato idea dopo quanto sentito. Il Comune ha comunque detto che vuole andare avanti. Se non ci sarà modo di un confronto sereno, pensiamo anche di ricorrere al Tar». (el.pe)
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