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Reggio Emilia: opposizioni escono dal consiglio, niente solidarietà a Mattarella

Reggio Emilia: opposizioni escono dal consiglio, niente solidarietà a Mattarella

Il M5s lascia la sala del Tricolore. In consiglio manca il numero legale per l’approvazione dell’ordine del giorno urgente Pd.

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REGGIO EMILIA. Sedici voti a favore, sindaco Vecchi incluso. Ma il numero legale ne prevede almeno diciassette. E così l’ordine del giorno presentato dal Pd, prima firma del consigliere comunale Pierluigi Saccardi, finisce per naufragare. Scintille ieri in Sala del Tricolore, dove il Pd ha presentato un ordine del giorno urgente per esprimere solidarietà al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un documento nel quale il gruppo dem cita anche «le recenti minacce subite dal Presidente della Repubblica da diversi personaggi pubblici e non», che «alimentano sempre più un crescente sentimento di violenza contro le istituzioni». Al momento del voto, i consiglieri dell’opposizione sono usciti fuori dall’aula.

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È stata la capogruppo M5s, Alessandra Guatteri, a spiegare le ragioni: «Abbiamo sopportato come popolo un atto di imperio che ha istituito il reato di opinione, abolito dopo il fascismo. È stato rifiutato un ministro solo perché in un suo libro aveva criticato l’Euro. Nel programma del Governo di cambiamento non era prevista uscita dell’Eurozona. Il Pd si presenta in consiglio con il solito documento fuffa. Il Pd si appresta a votare l’ennesimo governo del nulla, il governo Cottarelli che tanto piace alla Germania. Come il nulla era questa mozione».

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Prima di abbandonare l’aula, nel dibattito è intervenuta anche Roberta Rigon di Fratelli d’Italia: «Difendente la Costituzione e le istituzioni solo quando vi pare». Quanto a Cinzia Rubertelli di Grande Reggio-Progetto Reggio, «siamo al ridicolo». Ad uscire fuori dall’aula anche la consigliera di Sinistra Italiana, Lucia Lusenti, e il consigliere Leu, Salvatore Scarpino: assenze che si aggiungono a quelle di tre esponenti dem, che ieri in ogni caso non avrebbero partecipato al consiglio.

Sui banchi manca anche il neodeputato e capogruppo del Carroccio, Gianluca Vinci. Ed è su questa assenza che si è concentrato l’intervento del capogruppo Pd, Andrea Capelli: «Da quando è stato eletto a Roma, Vinci non lo abbiamo più visto. Forse è impegnato col trattore sul grande raccordo anulare». Nonostante la mancanza del numero, aggiunge Capelli, «noi restiamo qui, perchè teniamo qui, perché quando si gicoano queste battaglie bisogna tenere il campo. Le opposizioni parlano e se ne vanno, irridendo le istituzioni, Si devono vergognare». (e.spa.)
 

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