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Perry, lacrime e corteo di moto

Perry, lacrime e corteo di moto

Ieri l’addio al 37enne Alessandro Ferrari, morto sull’auto tamponata da un camion a Ferrara

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REGGIO EMILIA. Due settimane dopo il maledetto incidente avvenuto la notte fra il 13 e 14 maggio sull’autostrada A13, a Ferrara, costato la vita all’elettricista 37enne Alessandro Ferrari e in cui è rimasta gravemente ferita anche la moglie Emanuela Leonardi, ancora ricoverata in coma a Ferrara, è stato celebrato ieri il funerale di “Perry”.

La chiesa di Sant’Anselmo da Lucca, al Buco del Signore, dove era nato e cresciuto Alessandro (che da tre anni viveva a Rivalta con la moglie), era gremita di amici e colleghi, che si sono stretti al dolore della mamma Pia e dei parenti.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti alcuni amici, che hanno ricordato in particolare «l’allegria e l’entusiasmo» che Alessandro sapeva trasmettere a chi aveva intorno, fossero gli amici scout – con i quali è stato protagonista per tanti anni – i compagni con i quali affrontava lunghi giri in moto, una delle sue grandi passioni, o gli amici con i quali andava a sciare (era un grande appassionato di snowboard). E non poteva che essere un corteo di moto, al termine della cerimonia religiosa, a “scortare” il feretro di Perry fino al cimitero Nuovo di Coviolo, dove è avvenuta la tumulazione. Le lacrime per l’addio ad Alessandro si sono unite alle preghiere per la moglie Emanuela la quale, dal giorno di quel maledetto incidente, è ricoverata in coma farmacologico all’ospedale di Ferrara, in gravissime condizioni per i traumi riportati nell’incidente. La coppia, di rientro dopo una breve vacanza in Croazia, stava tornando verso Reggio quando, in seguito a un incidente, si è fermata in colonna sull’A13. Un camion, che non ha nemmeno frenato, è piombato sulla loro auto.

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