Dai “tesoretti” i soldi per riparare le strade
È la richiesta dei sindaci a Roma. A Rubiera sbloccati 900mila euro, ma ne servono molti di più
RUBIERA. La Regione si affianca formalmente ai Comuni reggiani nella richiesta di sbloccare i fondi accantonati ma non usabili per sistemare buche e strade. L’assessore regionale al Bilancio Emma Petitti ha inviato una lettera alla presidenza del consiglio dei ministri e ai ministeri con competenze economiche per ribadire formalmente il proprio appoggio al coordinamento reggiano dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).
La Regione Emilia Romagna si propone anche come tramite al tavolo di concertazione Stato-Regioni, il luogo istituzionale in cui ragionare di queste capacità di spesa. Un passo avanti per la domanda partita da parecchi sindaci reggiani, a capo di enti con risorse economiche accantonate ma non utilizzabili per rispettare i vincoli di bilancio imposti a livello statale: strumenti pensati per evitare dissesti e investimenti rischiosi, diventati però un ostacolo voluminoso verso Comuni capaci di risparmiare e di mettere da parte riserve economiche da usare per le emergenze. In questo periodo il problema si chiama viabilità.
Il lunghissimo inverno congedatosi praticamente ad aprile ha lasciato come eredità buche, dissesti e tanti fronti aperti sulle strade. Chi ha la disponibilità economica vorrebbe poterla sfruttare per attivare interventi di sistemazione e cantieri, ma molto spesso è frenato. A Rubiera, dove il bilancio ha un avanzo positivo di oltre tre milioni di euro, è stato possibile sbloccare circa novecentomila per interventi sulle strade, ma la necessità sarebbe ancora più alta. In passato sono stati concessi delle deroghe in caso di allerte idrogeologiche e sismiche, e ora si chiede una replica per quella che ad oggi è un disagio strutturale, anche per evitare le possibili richieste di risarcimenti danni che potrebbero crescere: con le strade in pessime condizioni, un aumento degli incidenti è visto quasi come inevitabile. «Volendo parlare solo di soldi e non di ciò che la sicurezza stradale significa anche dal punto di vista delle conseguenze sul piano umano, costa meno, al pubblico, riasfaltare che dover eventualmente risarcire» scrivono i sindaci reggiani.
E aggiungono: «Si tratta di mettere gli enti proprietari delle strade nella possibilità di eseguire lavori spesso importanti e urgenti, anche in tempi rapidi, nei mesi estivi. Se da un lato è sotto gli occhi di tutti la difficoltà nell'avere un interlocutore "stabile" a Roma, dall'altro la sicurezza stradale e l'opportunità di chiudere un po' di buche è così largamente condivisa, al di là degli schieramenti politici, che speriamo possa avere un percorso comunque attivabile, nel nome del semplice buonsenso».
Adriano Arati
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