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E' targato Reggio Emilia il microscopio del futuro

Massimo Sesena
E' targato Reggio Emilia il microscopio del futuro

Una startup nata da scienziati reggiani all'interno dell'Università di Bologna ha inventato, progettato e si appresta a mettere sul mercato l'hardware analisi in 3 dimensioni: un successo l'equity crowdfounding

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REGGIO EMILIA. Ha un Dna reggiano la macchina che potrebbe mandare in pensione il microscopio così come lo abbiamo sempre visto: si chiama Cell-viewer e nasce dal lavoro della società Cell Dynamics di Imola, una start-up formata da imprenditori e ricercatori reggiani all’interno dell’Università di Bologna.

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Questione di ecosistema: dall’idea iniziale ai prototipi che oggi sono vicinissimi a diventare strumenti utilissimi per la ricerca medica, biologica o farmaceutica che sia, c’è stata quella contaminazione che è un ingrediente fondamentale in tutte le storie di innovazione.

Contaminazione. «La spinta decisiva – spiegaSereni – l’abbiamo avuta quando abbiamo potuto lavorare nell’ambiente del Cnr di Bologna». Una sorta di co-working. E sarà anche per questa suggestione che uno degli ultimi e più entusiasti soci di Cell Dynamics sia Paolo Lasagni, principale azionista di Impact Hub Reggio Emilia.

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«Vedere al lavoro i colleghi di Luca mi ha entusiasmato, al punto da spingermi a partecipare al progetto». Quella di Lasagni è infatti una delle oltre trenta adesioni che il progetto ha ricevuto sul portale di Equity Crowdfunding che serve a finanziare l’operazione.

Come è fatto il Cellviewer. «Quando pensiamo a test biologici – spiega Luca  Sereni, amministratore delegato di Cell Dynamics – immaginiamo il classico vetrino, o al massimo una analisi delle cellule in coltura. In entrambi i casi le analisi hanno un limite evidente nella loro bi-dimensionalità. Non solo: una volta sul vetrino, è assolutamente impossibile replicare la situazione iniziale della cellula che si vuole analizzare. La tecnologia che abbiamo ideato invece lo consente: attraverso il Cell-viewer possiamo osservare il comportamento di una cellula mentre fluttua in un liquido e viene a contatto con un determinato reagente».

"Non a caso, il principio è quello della cellula embrionale umana, che dalle Tube di Falloppio all’utero viaggia fluttuando nel liquido. La stessa cosa avviene nella macchina ideata. Con in più la possibilità di non perdere di vista la cellula di cui si vuol osservare le modifiche, cosa impossibile con i metodi tradizionali in 2D".

Nella macchina sono presenti delle microampolle in cui galleggiano le cellule che si vogliono analizzare, o delle quali si vuol osservare la reazione a fronte dell’utilizzo di reagenti o altre sostanze. Nella macchina che costituisce l’ultima frontiera del romantico microscopio gli scienziati della Cell Dynamics – cuore reggiano, laboratori a Imola e cervelli che oggi danno il meglio di sè all’interno del Cnr di Bologna – ci sono anche materiali che ricordano i microscopi, ovvero lenti e obiettivi, oltre a componenti di elettronica di controllo, di microfluidica e a un software che consente persino di gestire queste analisi da remoto: utilizzando lo smartphone è possibile inserire il reagente x nella cellula y e osservare la trasformazione, la reazione di y dopo l’incontro con x.


La macchina e i "ricambi". La macchina che si punta a commercializzare avrà un costo variabile tra i 65 e i 95mila euro. Un altro importante pezzo di questa invenzione che, non caso, è già protetto da un brevetto ad hoc è il chip microfluidico consumabile, il ricambio – modello macchina del caffè – necessario per ogni singola analisi. Il costo di questo ricambio si aggira attorno ai cento euro. I campi di utilizzo di questa invenzione sono ovviamente, la biologia, la farmaceutica, la medicina.

Il piano finanziario. Questo, in linea teorica, in attesa cioè di conoscere quel che sarà il responso del mercato. Perché ora che i prototipi sono stati testati e brevettati, quella della produzione, insieme alla fase della raccolta di finanziatori, è la vera impresa a cui sono chiamati oggi i soci fondatori di Cell Dynamics.

Equity Crowdfounding. Lo strumento, anche questo, è in linea con il futuro: il board di Cell Dynamics ha messo la sua proposta sul portale BackToWork24 dando il via alla raccolta dei finanziatori attraverso l’equity crowdfunding e questa proposta – a “colpi” minimi da 500 euro – ha già raccolto oltre 500mila euro. «L’obiettivo che ci siamo prefissati – spiega Sereni – è di 700mila euro, necessari per l’avvio della commercializzazione in Europa, pensiamo soprattutto a Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito».

Invero, questo strumento di raccolta fondi permette a chi vi si rivolge di trovare fondi ma anche advisor e investor. E tra questi, caso abbastanza raro, ci sono tanti esponenti del mondo accademico. Scienziati che non vedono l’ora di utilizzare questo microscopio del futuro.

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