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Ira dei risparmiatori «Adesso rivogliamo tutti i nostri soldi»

Ira dei risparmiatori «Adesso rivogliamo tutti i nostri soldi»

REGGIO EMILIA. Che sia una piazza, un parcheggio o una via oramai non conta più, i reggiani clienti del Banco Bpm chiedono risposte e giustizia. «Ci sentiamo, anzi siamo stati fregati — lamenta il...

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REGGIO EMILIA. Che sia una piazza, un parcheggio o una via oramai non conta più, i reggiani clienti del Banco Bpm chiedono risposte e giustizia. «Ci sentiamo, anzi siamo stati fregati — lamenta il cliente Zeno Beltrami — Rivogliamo i nostri soldi. Non ci si può fidare di nessuno. Pensare che a detta loro era l’unico investimento sicuro con le garanzie migliori sul mercato». Secondo la versione dei clienti, i broker e il personale della banca, al momento della stipulazione del contratto, hanno invogliato i risparmiatori non fornendo adeguate informazioni. Lo spiega uno di loro, Angiolino Casoli: «È una vergogna. Naturalmente tutto è partito dai vertici di Bpm che a mio parere hanno messo, incaricato e istruito apposta e senza remora i dipendenti per raggiungere i loro scopi. Di sicuro non c’è più nulla se non il fatto di essere stati ingannati».

Per Fanny Mancin, «siamo stati deboli noi: per paura di perdere tutto con i normali investimenti finanziari ci siamo fatti abbindolare. Temo per me ma soprattutto per i miei nipoti. Come faccio a credere ancora una volta nelle istituzioni e nelle banche? Come faccio a dire ai miei cari di non cercare un futuro migliore e la sicurezza all’estero? Di garanzie non ce ne sono e oggi è stata l’ennesima riprova. Non si tratta più solo di mancanza di fiducia o di vicissitudini. Quello che è accaduto sta divenendo una prassi».

La delusione ancora una volta la fa da padrona, tanto che alcuni manifestanti sono rimasti immobili a fissare le finestre, quasi sigillate, degli uffici della sede e quel portone chiuso che avevano varcato per apporre la firma a un contratto ingannevole. A fronte di indagini e manifestazioni è emerso che le altre banche coinvolte molto lentamente si stanno muovendo verso una risoluzione pacifica, andando incontro alle esigenze dei risparmiatori. Ora la protesta investe la Bpm: «Da quel che mi risulta questa è la banca che ha più clienti e che quindi dovrebbe essere pronta nell’affrontare questo tipo di situazioni — dichiara Giuseppe Ciriliano, vittima dello scandalo — Tutto quello che sono stati in grado di fare è nascondersi dietro a un dito. Un rimborso ci è stato offerto, ma sommario. Si tratta della restituzione di circa il 20-25% più i famosi diamanti. Vista la cifra che ci è stata sottratta, ancora una volta si tratta di un inganno. Siamo stanchi e non ci stiamo più. Un punto d’incontro, a fronte della fermezza delle opinioni delle parti coinvolte, a mio parere è un’utopia. Bisognerebbe riacquistare l’onestà dimenticata». (n.n.)

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