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L’Atelier Di Onda in Onda alla Biennale di Venezia

VENTASSO. L’Atelier Di Onda in Onda, alla centrale idroelettrica Enel di Ligonchio, nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, progettato da un gruppo interdisciplinare coordinato da Reggio...

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VENTASSO. L’Atelier Di Onda in Onda, alla centrale idroelettrica Enel di Ligonchio, nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, progettato da un gruppo interdisciplinare coordinato da Reggio Children, è tra i progetti esposti alla 16ª Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia (26 maggio – 25 novembre 2018) promosso dalla Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane, Mibact.

“Di Onda in Onda” è parte di “Arcipelago Italia. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese”, mostra del curatore Mario Cucinella per il Padiglione Italia. Il viaggio raccontato da Arcipelago Italia si snoda lungo una parte consistente del Paese, attraversando l’arco alpino e la dorsale appenninica per poi giungere in Sardegna. È questo lo strumento scelto per portare il Padiglione Italia sui territori, partendo da una call lanciata a giugno 2017, che si proponeva l’obiettivo di individuare esempi concreti di progetti realizzati e in corso, capaci di sottolineare il ruolo che l’architettura contemporanea può svolgere all’interno di insediamenti distanti dai grandi centri.

Tra le 500 candidature, sono state scelte una settantina di opere contemporanee, raggruppate in otto itinerari: Alpi Occidentali, Alpi Orientali, Appennino settentrionale, Appennino centrale, Appennino sannita- campano-lucano, sub-Appennino dauno-Alta Murgia-Salento, Appennino calabro-siculo, Sardegna.

L'Atelier “Di Onda in Onda” fa parte dell'itinerario dell'Appennino settentrionale, trovandosi nel Comune di Ventasso, a 1.000 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Una posizione che rende il paese soggetto a intense precipitazioni durante tutto l’arco dell’anno e il territorio ricco di corsi d’acqua. Questa specificità ambientale ha portato, agli inizi del Novecento, alla realizzazione delle due Centrali idroelettriche che per decenni hanno rappresentato la colonna portante del tessuto economico di gran parte dell’Appennino emiliano e l’esclusiva fonte di reddito della comunità ligonchiese. Dagli anni ’70, il processo di automatizzazione della produzione dell’energia ha provocato, nell’immediato, la riduzione della manodopera e l’esodo di molte famiglie. Con l’obiettivo di restituire all’area fragile ligonchiese una funzione di eccellenza, il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, nel 2008, ha avuto l’intuizione di puntare sulla presenza di Enel e sul know-how di Reggio Children nell’ottica di un welfare innovativo. È nato così l’Atelier “Di Onda in Onda”.

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