Salomoni: «La lista Saccani non è civica ma targata Pd»
BRESCELLO. Non si placano le schermaglie politiche a Brescello. Questa volta a finire nel mirino di Michele Salomoni, candidato sindaco della lista "L'Alternativa", è Maria Cristina Saccani, che si...
BRESCELLO. Non si placano le schermaglie politiche a Brescello. Questa volta a finire nel mirino di Michele Salomoni, candidato sindaco della lista "L'Alternativa", è Maria Cristina Saccani, che si presenta con "Brescello riparte", che ha posto alcune precisazioni a chi le chiedeva di rendere noti i nomi della possibile futura giunta. «Brescello e i suoi cittadini hanno bisogno serenità, di ricominciare a respirare aria pulita, di amministratori seri, di programmi realizzabili e che tengano conto delle vere esigenze sia delle persone che del territorio. Per questo noi de "L’Alternativa" da un anno e mezzo siamo in cammino: abbiamo ascoltato tutti, abbiamo parlato con la gente, gli imprenditori e i commercianti, le formazioni politiche e le associazioni. Il nostro non è un semplice programma ma un progetto di sviluppo. È opportuno che la candidata Saccani smetta di raccontare che la sua è una lista civica: tutti sanno che la sua candidatura è frutto della proposta di un autorevole esponente del Pd provinciale e dello stesso segretario, e che lei è fortemente aiutata nella sua campagna dal segretario provinciale del Pd di Parma che ha condotto tutte le presentazioni e risposto anche alle domande del pubblico. Insieme a Saccani, non a caso, in lista c’è un iscritto al Pd brescellese, già coordinatore del sezione locale e candidato alla segreteria del stesso circolo». «Se a Saccani imbarazza dire che è un’emanazione del Pd – prosegue – sarà un problema dei componenti della segretaria provinciale che l’hanno fortemente voluta: mi pare di assistere all'episodio dei film dove Giuseppe “Peppone” Bottazzi usava come pseudonimo l’anagramma Pepito Sbazzeguti». «In più – aggiunge – smetta di nascondere le proprie mancanze dietro a invenzioni retoriche: abbia il coraggio di dire che il suo programma non è completo perché le è stato chiesto di candidarsi una quindicina di giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della lista. Dica che l’ultimo nome della lista è stato trovato poche ore prima della scadenza dei termini. Il nostro è un progetto di sviluppo e crescita mentre lei (e il partito che rappresenta) non ha alcun progetto».
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