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Scontro sui conti del Consorzio Agrario

di Enrico Lorenzo Tidona
Scontro sui conti del Consorzio Agrario

Ieri sera il voto per il nuovo consiglio: Confagricoltura e Cia Reggio invocano l’astensione per protesta. Coldiretti tira dritto

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REGGIO EMILIA. Non c’è pace tra le organizzazioni sindacali che rappresentano le aziende agricole reggiane. Dopo gli scontri sul Consorzio di bonifica e su quello del Parmigiano Reggiano, scoppia ora la grana del Consorzio Agrario dell’Emilia. Per Coldiretti, storicamente padroni di casa nel consorzio che unisce agricoltura e industria di trasformazione alimentare, anche nel 2017 i conti sono in ordine e l’ente prosegue la sua opera di consolidamento tra le province di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara.

A dare fuoco alle polveri è ora Confagricoltura Reggio Emilia, che ha mandato una lettera agli associati chiedendo di non partecipare al voto di ieri sera per l’elezione del consiglio del Consorzio Agrario. «Quest’anno Confagricoltura, assieme a Cia, Copagri e Ugc–Cisl, ha deciso di non organizzare una lista di delegati per esprimere il voto contrario al bilancio – come è stato fatto negli ultimi tre anni – consigliando comunque i soci che vorranno partecipare, di astenersi sulla votazione relativa al Bilancio».

Il perché è presto detto: nei giorni scorsi ci sono state le assemblee del Consorzio Agrario dell’Emilia per l’approvazione del bilancio consuntivo 2017 «che ci risulta chiuderà in pareggio solo grazie all’ennesima operazione straordinaria» dice Confagricoltura ai suoi. «I numeri che verranno presentati ci raccontano una storia che continua a non piacerci e che purtroppo conferma quanto Confagricoltura da anni prova inutilmente a far capire all’intera assemblea. Il percorso del gigantismo, mediante continue e spesso dannose fusioni (ultima quella con Ferrara), oltre a operazioni da noi sempre contestate, come il Pastificio Ghigi, il Fondo Immobiliare e altro ancora, non hanno creato efficienze aziendali bensì allontanato sempre più il Consorzio dai suoi soci e nemmeno ridotto l’indebitamento».

I numeri esposti dall’associazione degli agricoltori sono principalmente due: «Oltre 20 milioni di patrimonio netto bruciati in 10 anni e costo del denaro attualmente oltre il 5%, in un momento in cui i tassi sono vicini allo zero. Qualunque consiglio di amministrazione ne trarrebbe le conseguenze. Ciò non accade e non accadrà, invece, per chi gestisce il nostro Consorzio. Riteniamo che se non sono bastati tre voti consecutivi contrari al bilancio di centinaia e centinaia di associati, sia forse giunto il momento di mandare segnali diversi ad amministratori totalmente sordi alle lamentele dei propri associati». Quindi niente lista e niente voto, almeno per quanto riguarda l’indicazione proveniente da Reggio. Dalle altre province sembra però esserci parte dell’appoggio necessario e l’elezione dovrebbe filare via liscia sempre sotto l’egida della Coldiretti. «Ognuno è libero di fare come crede – taglia subito corto Assuero Zampini, direttore della Coldiretti di Reggio, associazione sotto commissariamento interno da due anni – A me risulta che il progetto di bilancio sia stato approvato dal consiglio all’unanimità. E dentro ci sono anche i consiglieri di Confagricoltura. Reggio non ha presentato la lista ma poco cambia. Per noi l’importante è che i soci abbiano un ritorno e le adesioni sembrano darci piena ragione».

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