Studenti a “lezione” dall’avvocato di Libera
Prosegue prima negli istituti scolastici e poi in aula l’attività informativa dell’associazione antimafia
REGGIO EMILIA. Prosegue l’attività dell’associazione antimafia Libera che prepara adeguatamente gli studenti a seguire un processo complesso come Aemilia contro la criminalità organizzata.
Ieri è stata la volta di due classi di terza e quinta del Liceo “Melchiorre Gioia” di Piacenza che, in una pausa, hanno incontrato e ricevuto ulteriori spiegazioni dall’avvocato Enza Rando che rappresenta Libera in tanti delicati processi lungo la penisola, non ultimo il maxiprocesso in corso a Reggio Emilia in cui l’associazione antimafia si è costituita parte civile. Sinora sono circa tremila gli studenti che hanno seguito le tappe di questo storico procedimento.
Varie classi o presidi universitari di diverse regioni nel solco che Libera porta avanti con due ben precisi obiettivi: sostegno alla didattica tradizionale e promozione di una cultura della legalità. Una presenza contestata in due momenti dagli imputati di Aemilia, ma l’allontanamento dall’aula-bunker (come quello dei giornalisti) è sempre stato respinto dalla Corte.
Sul punto l’avvocato Rando – che nell’autunno di due anni fa ha subìto un inquietante furto nel suo studio a Modena, interpretato dagli investigatori come un tentativo d’intimidazione – ha una precisa posizione: «Hanno cercato di estromettere dal processo sia gli studenti che i giornalisti. Un tentativo, fallito, per bloccare questo flusso di notizie a scuola, a casa con i genitori, sui mass media, il che significa maggiore consapevolezza, sempre più persone con le antenne diritte su quanto gli accade attorno».
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