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AVERE RAGIONE NON È IMPOSSIBILE

dalla prima

Come tanti altri mi sono trovato addebitato in fattura dei costi per servizi che non avevo mai richiesto e di cui non ho mai usufruito. Giochi, chat o suonerie, che vengono attivati durante la...

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Come tanti altri mi sono trovato addebitato in fattura dei costi per servizi che non avevo mai richiesto e di cui non ho mai usufruito. Giochi, chat o suonerie, che vengono attivati durante la navigazione sugli smartphone: si clicca su un banner o su una pagina internet per chiuderla e si sottoscrive involontariamente un abbonamento.

Nel giro di due fatture mi ritrovo addebitati 140 euro. Che fare? Avviare un contenzioso con il rischio di sostenere spese superiori al danno subito? In questa circostanza apprendo dalla Confconsumatori del servizio di conciliazione del Corecom della Regione. Vado sul sito internet e apprendo come presentare l’istanza. Il primo passo consiste nel chiedere alla compagnia telefonica la restituzione delle somme addebitate in modo arbitrario. La risposta è negativa. Il passo successivo consiste nello scaricare un modulo e chiedere la conciliazione. Eseguo la procedura, spedisco il modulo via fax e poche ore dopo un sms mi informa che la mia istanza è stata presa in carico. Passano 11 giorni e vengo convocato per il mese successivo a Bologna per il tentativo di conciliazione. Il giorno prima dell’udienza la sorpresa: vengo contattato dall’ufficio legale della compagnia telefonica e mi propongono la restituzione di 180 euro, comprensiva di altri addebiti di cui non mi ero accorto. Accetto e dopo 90 giorni il rimborso è sul mio conto corrente. La sensazione di essere vittima di una piccola prepotenza si trasforma in soddisfazione. Ottenere ragione è stato più semplice del previsto.

Jacopo Della Porta

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