Ccpl, il tesoretto è Unipol il pacchetto vale milioni
BIBBIANO. Il Ccpl non tornerà più quello di prima. L’obiettivo non è ripristinare l’attività della grande cooperativa industriale reggiana, vale a dire la produzione di posti di lavoro, ma vendere al...
BIBBIANO. Il Ccpl non tornerà più quello di prima. L’obiettivo non è ripristinare l’attività della grande cooperativa industriale reggiana, vale a dire la produzione di posti di lavoro, ma vendere al miglior prezzo possibile partecipate, pacchetti azionari, immobili e quant’altro è a patrimonio, per poter ripagare banche in primis e fornitori. La perdita tra 2013 e 2014 era stata di quasi 200 milioni di euro. Un’enormità che ha portato a un salvataggio in extremis dei conti tramite un piano di ristrutturazione del debito, non certo dei posti di lavoro.
Ora, però, la cooperativa ha ancora alcuni assi nella manica da tirare fuori a beneficio dei creditori. Prima di tutto il pacchetto azionario che il Ccpl ha ancora in pancia in quanto ex azionista di Finsoe, la cassaforte della cooperazione rossa che era primo azionista di Unipol, il gruppo bancassicurativo dalle uova d’oro visti i chiari di luna in altri settori, edilizia in primis. Ora, dopo lo scioglimento di Finsoe, è caduto un altro paravento sui rapporti tra la finanza e la cooperazione. Inoltre, nonostante i valori di carico non siano quelli ai quali le azioni erano state acquistate, a breve potrebbero tornare sul mercato le azioni in capo al Ccpl. Un pacchetto che vale almeno 15 milioni di euro se riferiti a 4,5 milioni di titoli compresi nel patto di sindacato di Unipol. L’intenzione, però, resta quella di valorizzare il più possibile anche quelle azioni. Il ricavato dovrà essere travasato nel piano di ristrutturazione del debito, che assorbe tutte le risorse. A sovrintendere alle operazioni c’è il presidente del Ccpl spa, Moris Ferretti, a cui Lino Versace ha ceduto le leve nel 2016. Dopo la messa in sicurezza della coop fino al 2020 attraverso la sottoscrizione di due accordi con 14 istituti di credito, il piano di risanamento era stato affidato anche ai consiglieri Fulvio Salami (presidente di Tecton) e Simone Caprari (Studio Baldi) indicati dal mondo cooperativo reggiano e da altri due consiglieri che verranno nominati dalle banche. (e.l.t.)
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