«Il museo Don Camillo l’ho fondato io»
Brescello, il calzolaio Bertoli denuncia la Pro Loco. «Finanziato coi soldi dell’associazione? Non è vero»
BRESCELLO. Don Camillo e Peppone non smettono di far discutere. I due celebri personaggi di Guareschi sono stati infatti gli involontari protagonisti di una diatriba di paese culminata con una denuncia per diffamazione a carico del presidente e del vicepresidente della Pro Loco, Franco Padova e Gabriele Carpi. A portare la vicenda davanti ai carabinieri è stato uno dei personaggi più eclettici del paese, quell’Erminio Bertoli, di professione calzolaio, che nei mesi scorsi era salito all’attenzione delle cronache per essere stato l’autore di alcune scritte contro i commissari davanti al municipio. Bertoli ha deciso di denunciare i vertici della Pro Loco brescellese a seguito di una discussione avvenuta pochi giorni fa e relativa ai primi anni del museo di Don Camillo e Peppone, di cui Bertoli è stato fondatore, insieme a Mauro Savio e ai compianti Fernando Paris e Maurizio Allegri.
«Stavo conversando con una persona – spiega Bertoli – che mi ricordava di essere il fondatore del museo e della Pro Loco stessa. Nel corso della chiacchierata ho aggiunto che, oltre ad averlo ideato, lo avevo anche finanziato. In quel momento è passato Padova che, sentendo il nostro dialogo ha aggiunto la frase “Sì, con i soldi della Pro Loco”. Gli ho chiesto spiegazioni, e mi ha risposto che aveva le prove». Bertoli ha chiesto subito conto delle prove, prima a Padova e poi a Carpi, nel frattempo arrivato sul posto. «Lo stesso Carpi – prosegue il calzolaio – ha aggiunto che anche un’altra struttura che io avevo acquistato era stata acquistata dalla Pro Loco e non da me. Ho deciso di denunciarli perché le loro sono falsità: in primis perché gli acquisti sono stati fatti con i soldi ricavati dalla vendita dei gadget del museo, e soprattutto perché la Pro Loco è nata nell’ottobre del 1989 mentre il museo nell’aprile dello stesso anno». «La mia azione è per far capire ai vertici della Pro Loco – conclude Bertoli, che nella denuncia rivendica inoltre la proprietà intellettuale della fondazione del museo – che i cittadini sono stanchi del loro modo di gestire l’associazione». (a.v.)
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