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Ladri in chiesa, rubata una pisside

Ladri in chiesa, rubata una pisside

Colpo in San Giacomo, i malviventi si confondono tra i fedeli e aspettano il momento giusto per il furto

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REGGIO EMILIA. «A mio avviso i ladri si sono confusi con i parrocchiani che pregavano». È questa l’ipotesi di don Maurizio Pirola, 60 anni, nuovo sacerdote della chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di via Roma, presa di mira dai ladri che non hanno esitato a scardinare due tabernacoli, fuggendo con una pisside d’argento dell’Ottocento.

L’episodio è accaduto martedì, tra le 15 e le 17, perché «prima sono passati dei sagrestani e alle 17, quando sono entrato io con altre persone, ho buttato l’occhio sui tabernacoli e mi sono accorto che erano divelti – racconta il parroco – Lascio sempre la chiesa aperta perché c’è un via vai di gente che viene a pregare, come quel pomeriggio. I tabernacoli sono ben in vista. Evidentemente il ladro si è mescolato ai fedeli, mentre il complice ha segnalato i pochi istanti in cui la chiesa è rimasta deserta. Di solito rubano le offerte in denaro, invece stavolta non le hanno toccate».

I malviventi devono aver usato una leva metallica per forzare i tabernacoli: uno era vuoto, nell’altro c’era una pisside contenente l’eucarestia. «L’hanno svuotata delle ostie e hanno preso la pisside. Non saprei indicarne il valore. È un bel pezzo, catalogato dalla Sovrintendenza: ma è monco del coperchio, che ho io in sagrestia, è d’argento e non d’oro, se lo fondi ne ricavi ben poco. Forse pensavano di trovare oggetti d’oro più preziosi».

Ora, ironizza don Maurizio Pirola, «sostituirò la pisside con un contenitore in ceramica o in legno, così non se ne parla più». (am.p.)



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