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Operai C7, via ai licenziamenti collettivi

Operai C7, via ai licenziamenti collettivi

Castelnovo Sotto, i 36 dipendenti già con un piede fuori dalla fabbrica. Oggi si apre il tavolo di crisi-mediazione in Regione

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CASTELNOVO SOTTO. Mentre la Regione convocava il tavolo di crisi per la C7 srl di Castelnovo Sotto – produzione di prefabbricati in cemento, 36 operai già scampati due anni fa, per miracolo, al crollo dell’az ienda-madre, l’ex gigante della cooperazione edilizia Coopsette – l’azienda formalizzava la procedura di licenziamento collettivo. La conferma delle intenzioni della Margaritelli Ferroviaria spa, colosso della produzione di infrastrutture ferroviarie per l’alta velocità, che nel 2016 acquisì dalla liquidazione coatta Coopsette il ramo aziendale di Castelnovo fondando la “newco” C7 srl , è arrivata a metà della scorsa settimana. Dunque, salvo ripensamenti difficili da ipotizzare, si chiude. Decisione che sarà al centro delle discussioni del tavolo di crisi convocato per oggi in Regione e al quale parteciperanno – sul fronte delle istituzioni – l’assessore alla Attività produttive Palma Costi, il sindaco di Castelnovo Maurizio Bottazzi (ex ingegnere Coopsette), il presidente della Provincia Giammaria Manghi, i sindacati – presente il segretario generale Fillea Cgil Sabatino Aliberti – e l’azienda che dovrà spiegare perché ha deciso di tagliare il “ramo”.

A operai e sindacati la comunicazione è arrivata a suo tempo: l’azienda ha un passivo che si trascina da due anni, praticamente da quando è nata e nonostante gli investimenti compiuti nella prima fase di attività, i margini operativi sono agli sgoccioli quindi non resta che fermare le macchine.

Decisione alla quale la Cgil è decisa a opporsi con fermezza. «La strada, indiscutibilmente, è in salita – afferma Aliberti – ma terremo il timone dritto sulla necessità di salvaguardare la continuità aziendale e i posti di lavoro». Spetterà alla Regione il ruolo di mediatore. «In particolare – spiega lo staff delle Attività produttiva – dopo aver ascoltato le ragioni dell’azienda, lo sforzo sarà trovare soluzioni per contenere gli effetti».

La priorità restano le persone, i 36 dipendenti, tutti oltre i 50 anni, che nel 2015 – in extremis e grazie allo “spezzatino” delle società ex Coopsette fatto dal liquidatore che riuscì a piazzare, non senza fatica, anche il ramo di produzione dei prefabbricati in cemento, non certo il core business della Margaritelli Ferroviaria – sono riusciti a mantenere il posto di lavoro che ora però vendono sfuggire. E la tensione in fabbrica è alta.

«Tra le prime questione da affrontare oggi al tavolo di crisi – afferma il sindaco Bottazzi – in caso di conferma di chiusura, sarà la ricollocazione delle maestranze della C7 nelle altre società del gruppo Margaritelli, abbastanza vasto da poter garantire operazioni di questo tipo. Una soluzione che a mio parere deve venire prima anche della questione degli ammortizzatori sociali».

Cristina Orsini

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