I luoghi del ’900 si visitano su internet
L’inaugurazione fisica di “Livello 9” curata da Istoreco oggi in due sedi: la Prefettura e la chiesa di San Pellegrino
REGGIO EMILIA. Un museo visitabile anche da casa, davanti al computer. Oggi si inaugura “Livello 9 – Museo dei luoghi del ’900 a Reggio Emilia”, il progetto di museo digitale promosso dall’istituto storico reggiano Istoreco dedicato alle vicende dello scorso secolo. Un secolo di guerre, di conquiste inimmaginabili, di dolore come di crescita. Un secolo che ha lasciato con sé tante tracce, prima di tutti luoghi fisici in cui ritrovarsi e in cui ritrovare testimonianza di ciò che è stato.
“Livello 9” parla di questo, e lo fa usando la tecnologia oggi dominante. Questo museo vive di luoghi concreti, e difatti l’inaugurazione si svolgerà in due sedi fisiche e ben note, la Prefettura e la chiesa di san Pellegrino. Allo stesso tempo respira sul web, utilizzando come propria base un sito internet pensato per essere pienamente accessibile dai computer come dai cellulari e dai tablet. L’indirizzo è www.livello9.it, attivo da oggi.
Ma di cosa si tratta? Un museo è una raccolta di oggetti, al servizio della società e del suo sviluppo. Nel caso di “Livello 9” il palazzo del museo è appunto internet, le vetrine del museo sono gli schermi dei dispositivi informatici, gli oggetti esposti sono piazze, vie e palazzi di Reggio Emilia. Sarà, per dirla con i promotori, un museo atipico, visitabile dalla propria scrivania o dal proprio divano, in grado di far atterrare a casa la storia.
Come ogni museo, è diviso in sezioni. O meglio, in stanze. “Livello 9” si inaugura presentando la sua prima stanza, quella dedicata alla Reggio fra il 1938 e il 1948. Un periodo cruciale, che dal momento più fosco ha portato a quello più alto. Dalle leggi razziali promulgate dal fascismo nel 1938 si arriva al 1948 e al varo della Costituzione repubblicana. In mezzo, un decennio di intensità unica, segnato dalla guerra, dalla Resistenza, dalla creazione di un nuovo mondo politico, ideale e culturale. Un mondo che a Reggio regalerà, nella seconda parte del secolo, uno sviluppo inimmaginabile e vastissimo sotto l’insegna del “comunismo all’emiliana” con picchi nella cultura, nell’economia, nella società e nell’educazione.
La stanza sull’intervallo 1938-1948 è solo l’avvio. In programma vi sono già diversi altri allestimenti. Sono in cantiere una stanza sulla Prima guerra mondiale, nel centenario della sua fine, e nel 1919 arriverà una stanza dedicata alla Reggiana Calcio, che il prossimo anno festeggerà un secolo di attività.
Per ora si inizia, sul web e dal vivo. La cerimonia ufficiale si svolgerà nel tardo pomeriggio di oggi. Il ritrovo è alle 18.15 nel cortile della Prefettura in corso Garibaldi. Lì ci saranno letture e il saluto inaugurale del prefetto e della presidente di Istoreco Simonetta Gilioli, prima di trasferirsi (a disposizione ci sarà anche un bus navetta) alla chiesa di San Pellegrino all’inizio di via Tassoni.
Qui, nella prima casa della Resistenza reggiana, si svolgeranno altre letture dopo il saluto del parroco don Giuseppe Dossetti. Alle 19.45 si potrà visitare autonomamente l’esposizione sulla storia del prete partigiano don Pasquino Borghi e sulla Resistenza nelle canoniche reggiane. Alle 20, la breve presentazione del progetto nella sala parrocchiale prima di chiudere con un brindisi per i 70 anni della Costituzione e per la festa della Repubblica che cade domani. (adr.ar.)
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