Il ragazzino ritorna in comunità
Convinto dai carabinieri dopo la fuga e l’appello della madre
CADELBOSCO SOPRA. È tornato in comunità il ragazzino che era fuggito nei giorni scorsi e per il quale la madre aveva lanciato un appello disperato dalle pagine della Gazzetta, denunciando come non si sentisse al sicuro con il ragazzo che gli chiedeva soldi e la minacciava.
È stato il comandante dei carabinieri di Cadelbosco Sopra, il maresciallo Pietro Castrich, a convincere il ragazzino come fosse meglio per lui tornare sui suoi passi. Il 14enne infatti dal 27 maggio aveva lasciato la comunità. Il maresciallo è riuscito a rintracciarlo via cellulare. In una lunga conversazione, il militare ha cercato di riportare il giovanissimo alla ragione. Spiegandogli che l’alternativa a un percorso di recupero, era una latitanza a vita. Una possibilità che il ragazzo ha capito non essere così felice e nel corso della giornata di mercoledì si è presentato in caserma a Cadelbosco, dove i carabinieri lo hanno accolto e definito il suo accompagnamento per far rientro nella comunità a cui da tempo è stato affidato, a causa della sua difficile condotta.
Era stata proprio la mamma, talmente disperata rispetto al comportamento del ragazzo, a intraprendere le vie legali contro il figlio chiedendo, al tribunale dei minori di Bologna, di “costringere” il ragazzo a entrare in una comunità e a intraprendere un percorso di recupero. Il decreto provvisorio prevedeva il ricovero in una struttura del 14enne «anche con l’esercizio forza pubblica». Una situazione difficile e delicata per tutte le parti in causa, ma che ora ha visto il ragazzo tornare sui suoi passi.
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